Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post

mercoledì 14 agosto 2013

Peace of Mind

Ho chiuso personalmente Black ed i suoi bastardi nelle celle del penitenziario della Water Valley: non vedranno altro che neve e neve nera di Vulcano quei bastardi per i prossimi mille anni.

Rooster mi ha firmato il permesso, consegnato direttamente alla base del Nono Array a Flame. Mi lasciano uno shuttle, per rientrare rapidamente, con un ricevitore più potente del segnale cortex, qualora ci fosse bisogno di contattarmi.

Ad agosto la neve di Icewolf a malapena scricchiola sotto gli anfibi.
La gente ha già ammucchiato le prime due pile di legname in vista dell'inverno; a casa nostra le pile di legname sono state ammucchiate alte già da diversi mese. In un'altra settimana potrò ammucchiarne dell'altra.

L'ultima volta che avevo messo piede a casa Polaris non faceva parte della Confederazione ed il browncoat era solo un vecchio polveroso pezzo di stoffa; adesso ho i gradi dell'Esercito. Wolf scodinzola vicino al camino, abbaia rumorosamente quando metto piede dentro casa; Lynx mi guarda con indifferenza, tornando a dormire sopra un'asse di legno della parete.

Il Browncoat l'appendo su qualche chiodo senza troppa cura, però resta appeso.
Mi prendo qualche minuto per guardare il grande salone di quell'abitazione bassa, di un solo piano ed una grande dispensa seminterrata. Il sole non è ancora calato e non c'è nessuno. Mi riscaldo vicino al camino, guardando Wolf che scodinzola aspettando le coccole. La sigaretta, l'ultima da Bullfinch, fumata piano.
Calma e Pace. Il Browncoat.
Polaris è indipendente, Saint Andrew è indipendente. La mia gente, mio figlio, sono liberi.
Se mi ritiro adesso nessuno potrà biasimarmi. Ho fatto il mio dovere.
Il Browncoat.
Il foro in faccia a Bolivar.
Jack in mano ai Pirati.
Ragazzini come John e Cortes.

Non riesco a smettere. Si può smettere di fumare buttando la cicca nel caminetto. Non si può smettere di combattere buttando il fucile nello sgabuzzino.


"Daddy, quando tornano i Browcop."
Eolen e Hust rientrano al calare del sole, dal villaggio vicino. Olvir gioca con la mia barba, che per poco non me la spelacchia tutta.
"Presto boy. Adesso hanno tanto da fare. Siamo diventati liberi."
"Tu e Jack avete preso a calci i Culi Blu. Mummy dice che Jack prende a calci i Culi Blu più meglio di te."
"'Meglio' Hust! 'Meglio', non 'più meglio'!"
Eolen di tanto in tanto lo corregge, negli strafalcioni del piccoletto. 
"Mummy bacchettona!"
Me lo confida a voce bassa, ma non abbastanza bassa da non farsi sentire anche da Eolen, che sorride. 
"Marmocchio insolente."
Noi due invece ridiamo.
Mi chiede di raccontagli delle nuove storie. Glie le racconto. Lynx fa le fusa sulle gambe del piccolino: non so come faccia quel gatto ad aver assunto le dimensioni di un cuscino.
Gli racconto della nave spaziale con un forno a legna a posto del timone; dei farabutti che volevano affondare la Leviathan con una flotta di piccole navi. Gli racconto di Cortes che non sa contare. Alla fine Olvir si addormenta. Lo sistemo a letto.
"Hai qualcosa da proporre per il resto della serata, Signora Wright?!"
"Hust sta dormendo..."
"E allora facciamo piano. Noi abbiamo del lavoro arretrato."
La prima notte passa leggera, così come le notti a seguire.
Olvir si taglia un dito mentre gli faccio vedere i miei coltelli, oppure gli sbatte la corda dell'arco sul naso. All'inizio piange, poi mi guarda angustiato, ma poi ritorna sorridente. Eolen dice che è ancora piccolo e forse ha ragione.

E' pesante il Browncoat e sono pesanti i saluti.
Quando torno a Flame con lo Shuttle non mi viene segnalato nulla, se non la presenza della Leviathan e di Bolton, venuto a riprendersi il suo migliore amico di sventure.


Hale e Mundor catturati.
Flame e Timisoara bombardati.
Sono già in volo quando mi arrivano le notizie.
Sono sicuro che loro non erano a Flame...non avrebbero avuto nessun motivo di essere a Flame.

martedì 30 luglio 2013

Reload

"Regge?"
"Alla perfezione, Frìda. Ti stai appoggiando ai sensori della Wyoming?"
"Eh...se non fosse per la Skuld, su Icewolf le comunicazioni sarebbero una merda."
Bolton si affaccia nella plancia di comando della Almost Home, un saluto fugace al viso di Frìda dall'altro lato della comunicazione cortex.
"Senti un pò: come sta Hust?"
"Sta bene. La febbre si è abbassata. Ho preso con lo shuttle una delle megere di Winter ed ora si sta occupando di lui."
Un sospiro pesante, la sigaretta che vien ciccata nel posacenere.
"Non so come ringraz..."
"Fottiti Rognvaldr. Pulisciti il naso e indossa il Browncoat; tu combatti per noi, è il minimo che possa fare per te e per loro. E poi ho messo sù abbastanza grana per poter stare qualche settimana col mio nipotino prima di ripartire."
Sollevo un sopracciglio, perplesso ed incuriosito. Frìda scoppia a ridere.
"L'Esercito mi ha pagato per spostare qualche distaccamento di uomini per Polaris. Quando l'Ammiraglio del Settimo Array ha saputo che sono tua cugina mi ha dato un pò di lavoro da fare."
"Non conosco l'Ammiraglio del Settimo."
No, non me lo ricordo. Forse Rooster me l'ha fatto l'elenco degli Ammiragli ma evidentemente ero distratto. Fottuto Black e la sua dannana testa del cazzo ancora appesa a quel dannato collo.
"Ma si che lo conosci. Benda sull'occhio come Harry, barba sul viso. In divisa è un gran bel fusto. E poi ha un cul..."
"Oh per tutti gli Dei, Frìda! Puoi evitare una buona volta di nominare i culi degli Ammiragli in mia presenza!? E poi hai vent'anni: dovresti pensare ai ragazzi della tua età!"
Frìda borbotta, mondandomi via cortex una linguaccia che buca lo schermo.
"Ventitrè tra un mese, Red. Ah comunque è McAllister si. Si si Alexander McAllister. Ma che c'hai fatto la guerra insieme?"
"Con suo padre, si."
Un breve momento di silenzio che vien seguito da un sorriso.
"Hanno controllato la nave nelle quarant'otto ore dell'ultimatum della Confederazione. Mi commissiona dei carichi di vettovagliamento quando ne hanno bisogno su Tauron. Ci hanno anche scortati in diversi viaggi. Mi ha detto che piloti nella Confederazione servono sempre, specialmente belle e in gamba."
Storco le labbra. Mi massaggio le tempie. Piloti belle ed in gamba.
"Lascia perdere la guerra, Frìda. E non farti corteggiare dai Soldati."
"Va bene va bene. Come vuoi fratellone! Oh ah...ti lascio con Eolen và, così vi parlate."
Frìda mi lascia un bacio come saluto, prima di lasciare il pad nelle mani della donna più bella del 'Verse. Al diavolo le miss stronze interplanetarie: la donna più bella l'ho sposata io.
"Ehi..."
"Vedo che hai ancora le chiappe al posto giusto, Primo Ufficiale Wright..."

martedì 11 giugno 2013

Pappà

E' tutto finito. Sono fuori.
Ed ora viaggiamo verso Saint Andrew, prima di sbarcare a Bullfinch. Jack ha voluto che tutti andassero sul mio pianeta appena ha saputo che ho un figlio. Già un figlio. Stento a crederci.

Parte dell'equipaggio resta con la Almost Home a Flame, per fare rifornimento.
Un paio di alte jeep, ideali contro la neve, ci aspettano con Bolton.
"Il Capitano mi ha raccontato. Gli Dei ti vogliono bene."
"Questa volta non c'entrano gli dei. Devo la vita a quel fottuto corer...che Thor mi fulmini!"
Entrati nel villaggio qualcuno dalle finestre di Icewolf ci guarda. Di solito usiamo i cani e le slitte. Ma sta volta facciamo un'eccezione. Scendo dalla jeep, il tempo di poggiare i piedi a terra che Wolf, il mio husky grigio, mi gratta con la zampa sul pantalone. Non mi salta addosso, invecchiatosi anche lui. L'accarezzo e lui mi lecca il collo.
"Rognvaldr!"
Urla Mundur Manto Rosso, quando spunta fuori dalla Grande Casa del villaggio. Maestoso e riempito di pelli nere, dei lupi neri. Scarsi due metri d'altezza per un quintale e mezzo di muscolatura. Dietro la schiena un'ascia bipenne da guerra.
"Io lo sapevo che non saresti mai caduto a Fargate. Ci avrei scommesso le palle con tutto il cazzo! Però ti sei dimagrito, Rognvaldr! Stasera tu ed i tuoi..."
Guarda Jack, Sam, Klaus, Sundance. Li squadra dalla testa ai piedi più volte.
"Sono i miei compagni Mundur. Non è possibile che ti ricordi solo di quel guercio di Bolton!"
Mundur scoppia a ridere. Mi da una pacca possente sulla spalla e poi ruggisce.
"Stasera tutta la popolazione di Icewolf mangerà alla Grande Casa. Festa per tutti. Un nostro Fratello è vivo e abbisogna delle nostre canzoni!"
E solo quando finisce di ululare come un orso bianco mi guarda di nuovo dall'alto.
"Ora vai a trovare il tuo marmocchietto biondo, Wright."
Ed infatti tornando a guardare la porta la vedo, Eolen, in piedi ed in lacrime con in braccio un marmocchietto biondo di poco più di un anno. La guardo a quei pochi metri. Guardo mio figlio in uno strano stato di esitazione. Respiri profondi prima di avvicinarmi e zoppicare. Raggiungerla e stringerla a me. Il bimbetto ci guarda incuriosito. Un sorrisetto sulle labbra.
"Pappà?"
L'interrogazione è leggera, poco percepibile. Scoppiamo a ridere.
"Si è papà, Olvir."
Eolen lo prende meglio in braccio e mi fa cenno di prenderlo. Ecco, questa roba non me l'hanno mai spiegato.
"Pappà tonto."
Olvir agita le manine, ansioso di essere preso in braccio. E' intelligente, Eolen gli avrà parlato di me. Inspiro a fondo e lo prendo. Faccio attenzione. Sento gli occhi inquisitori, sguardi che urlano se cade ti pesto di Eolen ma anche di Jack. Ma alla fine nonostante tutto ce la faccio. Lo prendo in braccio, un bacio sulla fronte.
"Pappà ha viso pizzicoso!"
"Papà ha un regalo per te, Hust Olvir."
Lo chiamo in ambo i modi, dovrà abituarsi. Metto il piccolino di nuovo in braccio ad Eolen e vado a prendere il micio. Torno poi verso la porta e sollevo il micetto ad Olvir.
"Lynx, Olvir. Si chiama Lynx."
"Fizz."
"Pure Fizz va bene. E' un gatto e ti terrà compagnia. Wolf sta diventando vecchio e quindi in tre vi guardate le chiappe...cioè, spalle...tra voi. Right, Olvir?"
"Guardiamo chiappe! Guardiamo chiappe!"
Scompiglio i capelli al biondino. Un altro bacio sulla fronte. Poi lascio il micetto a terra lasciando che se ne vada dentro da qualche parte.
Ho ancora del tempo per stare con mio figlio prima di andare alla Grande Casa. Gli racconterò di come la neve era scesa per la prima volta su Icewolf, quando tutto era nero e poi divenne bianco grazie alle lacrime di Frigg. Eolen se ne sta zitta e ci guarda, ci ascolta. Sorride. E' bello avere una famiglia.

Dieci minuti

Bolton mi aspetta ad un tavolino della sala degli incontri; con lui c'è l'avvocato di Jack.
Mi guardano straniti, zoppicante fino alla seggiola sulla quale vengo spinto da uno dei secondini.
"Fatevi bastare i dieci minuti."
Ordina la guardia, prima di allontanarsi e controllarli da tre metri di distanza.
"Vi siete fatti settimane di viaggio per perdere dieci minuti con me. Siete delle teste di cazzo."
Bolton mi allunga una sigaretta Black Mamba. Con un cerino me l'accendo.
"Fai schifo Red. Da quant'è che non mangi? E poi...ha la faccia d'un cadavere. Non durerai un mese."
"E' da quando sono entrato qui dentro che mi dicono che non durerò un mese. Ed invece? Quanto tempo è passato? Ogni mese mi dicono che non durerò un altro mese."
Soggigno, tossisco. Aspiro avidamente quella sigaretta. Non fumo da mesi.
"Come stanno tutti?"
L'avvocato mi guarda, annuisce.
"Hai qualcosa che ritieni debba riferire Wright?"
"Si: di starmi alla larga. Di stare alla larga da questo buco."
Un'occhiata torva a Bolton, severa. Un'occhiata di richiamo e di quelle che annunciano una cazziata epica.
"La vecchia di Winter dice che è spiccicato a tuo padre quando l'ha tirato fuori da sua madre. Ha ciuffi biondi e occhi verdi."
Eolen è rossa, ma gli occhi verdi sono i suoi. Inspiro dalla sigaretta. Tossisco fuori il fumo. Ho perso l'abitudine al fumo. Rilasso la schiena ammaccata sullo schienale della seggiola. Sorrido, piango come un bambino per dei secondi.
"Stai dritto con la schiena, Wright!"
Mi ordina Harry, con forza e della rabbia. Io annuisco placidamente e mi rimetto dritto. Mi asciugo gli occhi. Lo guardo interrogativo. Harry annuisce. Si avvicina e abbassa la voce, si copre il labbiale.
"Olvir. Pensava andasse bene. Eventualmente Hust, semmai servirà in futuro."
Olvir...Guerriero Fortunato. Sorrido. Annuisco.
"Ricordi cosa ti avevo chiesto, Harry?"
"Se fin'ora forse ti sembrava inutile portare le chiappe fuori da qui, adesso vedi di fare del tuo meglio. Io sono una merda come padre. Non voglio fare il padre. Intesi?"
"Fine della rimpatriata femminucce. Tu Wright te ne torni in cella."
E vengo trascinato fuori a forza, afferrato per il braccio malconcio ovviamente. Fa male, un male cane. Un rottame da macello. Ma non morirò su questo fottuto scoglio.

domenica 9 giugno 2013

The Walls

Sento che le forze tornano. Estratti i proiettili e messa quella diavoleria medica il dolore sta diminuendo.
Ho provato a mettermi in piedi oggi. Sono caduto solo sei volte. E' un buon inizio.

Jack mi ha mandato un avvocato.
L'ho dovuto mandare a fanculo sette volte prima di capire che è l'avvocato di Jack.
Non mi farò difendere da lui, non mi serve un avvocato.

Mi hanno tolto dall'infermieria, occupavo posti troppo comodi.
Mi hanno risbattuto in una piccola e bollente cella. E' provvisoria: so che la prossima meta è Fargate.

I giorni passano lenti come una tortura.
Penso a Fargate e penso ad Eolen.
Le avevo promesso che sarei stato migliore con mio figlio di quanto lo fossi stato con lei.
Mi ero ripromesso che avrei cresciuto un figlio da buon padre.

Penso a Fargate e penso all'Almost Home, ai miei compagni.
Ho trascinato Vandoosler in questo casino, non saputo gestire la situazione.

Penso a Fargate e a ciò che mi aspetta su quello scoglio di massima sicurezza.
Non durerò che qualche mese, poi ritroveranno il mio cadavere con la testa spaccata insieme ai sassi dei detenuti.
E se invece uscirò, mio figlio non saprà che faccia ha suo padre.
Se uscirò i miei compagni potrebbero essere già tutti morti. Ed io vivo. Di nuovo.

venerdì 31 maggio 2013

Son of the Winter

"Dimmi che non stai anche tu su Horyzon..."
La notizia della bomba su Horyzon si è diffusa anche nei pianeti più esterni e periferiferici. Eolen appena ha saputo la notizia non ha aspettato a contattarmi. Attraverso il cortex potrebbe sembrare anche meno preoccupata di quanto non lo sia realmente.
"I fuochi d'artificio volevo guardarli in diretta ma, da una prigione non sarebbe stata la stessa cosa. No, sto su Safeport, al solito."
Lei sospira, si stropiccia gli occhi.
"Voi non c'entrate niente?"
Resto in silenzio. Il tempo di accendermi una sigaretta.
"No."
Non sono mai stato bravo a mentirle. Ma lei lo capisce ugualmente che sto mentendo. E' palesemente nervosa e preoccupata.
"Dovresti tornare ad Icewolf."
"Che succede? Ci sono problemi?"
"Nessuno. E' solo che...sai..."
Lei balbetta, non sa che dire. Io le sorrido.
"Avanti. Mi sembri una corer quando fai così. Non ti sarai rammollita tutta in una volta?"
Eolen la conobbi molti anni prima, dopo la guerra, quando decisi di rimettere mano alla Dick Frick con Bolton. La guerra era finita e l'egemonia dell'Alleanza aveva allungato la mano ovunque. L'esercito Indipendentista disperso o arreso, e quelli come noi non avrebbero mai accettato di lavorare con quelli contro i quali avevamo combattuto. Una nave significava libertà; accettare liberamente quali lavori fare e dove farli. Restare lontano dalla mano dell'Unione Anglo-Cinese.
"Rognvaldr devi finire di guardarle il culo. Non fa per te quella ragazza; non se non metti la testa a posto."
Giù a Flame Jorfag aveva comprato una bettola e l'aveva rimesso a nuovo: Le Tre Botti. Jorfag era stato bandito dal Monte Agnar per la sua amicizia con mio padre, per aver socializzato con la gente di Icewolf. Acquistò il mio capanno di caccia quando decisi di girare per il 'Verse, restando ad Icewolf finchè suo figlio finchè non si arruolò per combattere la guerra. Difese Wolfwall ma non si ritirò, continuando a colpire i soldati durante la loro ritirata. Li seguì fino a Winter anticipandoli di qualche giorno per avvisare la popolazione locale dell'immente arrivo delle truppe nemiche. Ma la gente decise di combattere e la battaglia costò la vita a molta di quella gente. Quando Flame cadde, e la guerra finì lasciandolo privo del suo unico figlio, decise di restare nella capitale e di mettere sù quell'osteria.
"Credo di esserci andato a caccia insieme diverse volte. Possibile?"
"Possibile: è di Winter."
Winter era conosciuta per gli ottimi cacciatori e per le ottime doti mediche delle vecchie che stavano in quel villaggio. Non aveva nulla da invidiare a Flame, ad eccezione di uno spazioporto adeguato.
"I Familiari sono tutti morti, quando è sbarcata l'Alleanza. L'ho tirata fuori da quell'inferno e me la sono portata dietro. Mi ha dato una mano con la baracca."
Continuavo a guardarla, lei non mi badava intenta a servire ai tavoli. Attirava tanti sguardi. Poi all'improvviso mi guarda ed io divento paonazzo come sempre. Balbetto e allontano lo sguardo.
"E se mettessi la testa a posto Jorfag? Mi daresti il permesso?"
"Se la finisci di andare a puttane si. Vi voglio bene come figli, mi riempireste d'orgoglio. Ammesso che tu gli vada a genio. E che cazzo Rognvaldr! Finiscila di arrossire come una femminuccia. Non sarà per caso la tua prima donna!?"
Non mi torna qualcosa però. La guardo attentamente ma la linea è disturbata. Affilo lo sguardo.
"Stai facendo una copertina per Cecilia?"
"Veramente è per..."
La linea è disturbata.
"Ti sto perdendo..."
"Per tu...lio..."
La linea cade, la connessione si perde. Forse ho capito male. Avrò capito sicuramente male.

martedì 21 maggio 2013

Midnight

Mi aveva fatto fare il giro dell'Almost Home, tanto tempo fa.
Ora l'accompagno all'altare. 
Guai a te, Ritter; guai a te.

La guardo da lontano, tra gli altri Browncoat, in ciò che è rimasto della mia famiglia.
Hanno la benedizione di Thor: nessun legame mortale potrà dividerli.
L'occhio di Odino veglierà su di loro. Gli antichi Dei veglieranno su di loro.

Devo stringere i denti ancora un pò. 
Poi potrò andarmi ad allungare in cabina.
Il fianco mantiene. Ancora un pò.

La nave è vuota, silenziosa.
Guardiano solitario di un equipaggio fantasma.
Sterling mi perdonerà; non mi piacciono gli antidolorifici.

E' notte fonda quando Eolen rientra nella nave per assicurarsi che non mi stia amputando la spalla dolorante.
Domani mattina riparte con la Dick Frick per St. Andrew.
Ha conosciuto l'equipaggio, mi è stata accanto durante la degenza. Ma ora sto bene.

Riparte lei; va via Sterling.
E con lei Cecilia.
Un pilota con un'ascia.
Chi le ha messo in testa di tirare le ascie in faccia alle persone!?
Zio Red che mangia gli orsi.

E' stato bello fare a meno della guerra per un pò.

lunedì 20 maggio 2013

One day

"Hai visto che bel disegno ti ha fatto la piccola Cecilia, Red?"
"Visto."
"Che hai?"
"Anche Gwen ha avuto due gemelli. Sono zio per la quinta volta."
Eolen mi guardae cerca di capire. Ci mette poco a farlo. Si avvicina e mi da un altro bacio sulla fronte.
"Sarai un ottimo padre, un giorno. Te ne darò così tanti che ti stancherai di esserlo."
La guardo. Sorrido.
"Lo sai che non mi stancherei mai."

domenica 7 aprile 2013

Choices

E' un'enternità che non rimetto piede a casa. Dalla storia dell'Hunter's League.
Sono successe tante cose nel mezzo.
"Cercano una nave per spostare del carbone da Sunset Tower a Flame."
"Ce lo ripaghiamo il viaggio Harry?"
"Va bene la famiglia Red, ma ti conosco."
Era un si, a modo suo. Una rotta veloce ci avrebbe fatto perdere una manciata di giorni. Sarei andato, tornato, e nessuno se ne sarebbe accorto. Avviso Jack.

Viaggio sonnolento, nessun marauders e nessun pirata. Meglio così.
Atterriamo ad Icewolf che è mezzodì, quando dai comignoli si solleva odore di carne e dalle strade le urla di gioia dei ragazzini che giocano. La piccola piazzola dietro casa mia è pulita dalla neve, così come le strade. La primavera si sente di meno da queste parti. Raffreddiamo i motori della Dick Frick e scendiamo a terra. Come al solito il primo a saltarmi addosso è Wolf: lo devo tenere fermo per non farmi lavare completamente il muso con quella sua linguaccia.
"Alla Dick Frick servirebbe qualche paratia nuova, Red: è palesemente un rottame."
"E al signor Wright servirebbero un bel pò di calci in culo."
Due voci femminili. Le riconoscerei anche senza guardarle. Frìda ed Eolen, le mie due donne. Per fortuna ho braccia abbastanza grandi per stringerle tutte e due. Poi rientriamo in casa e Frìda finisce di preparare la zuppa calda, piena di talmente tanta carne che di zuppa c'è n'e rimasta poca. Mangiamo e parliamo. I miei zii sono partiti per Tauron, in un clima meno rigido che la loro vecchiaia riesce a sopportare meglio. Frìda ha gli occhi che brillano mentre parla di uno dei suoi viaggi spaziali, a recuperare l'equipaggio di una nave saccheggiata e depredata da un gruppo di pirati. E' elettrizzata: sembra me con una quindicina d'anni in meno. Bolton la sfotte bonariamente; i due si punzecchiano come fratello e sorella. Eolen invece mi guarda e sta zitta; mi fa cenno di seguirla al piano superiore. Nessn'altro obbietta.


"No non puoi venire con me."
"Andiamo Red! So difendermi, so usare il fucile meglio di te."
"Non se ne parla. A Safeport non dureresti due giorni. Ed io non posso star a pensare anche a te su quel fottuto scoglio. Mi impedirebbe di fare il mio dovere."
"E quale sarebbe il tuo dovere? Io pensavo che il tuo dovere fosse fare il marito e magari anche il padre. Invece te ne vai in giro con quel vecchio e polveroso Browncoat a ripulire il 'Verse. Puoi non dirmi niente, ma io conosco te e conosco Bolton e ve lo si legge in faccia che per voi la guerra non è mai finita."
"Mi stai chiedendo di scegliere Eolen? Te lo dissi che non devi mai farmi scegliere tra l'Almost Home e ..."
"Per tutti gli Dei, Red! Io sono tua moglie, dovresti stare con me e non con un branco di cani sciolti che seguono una..."
"Basta così! Hai detto fin troppo."
Rimetto addosso anche il cappotto, finendomi di coprire per bene. Delusione e rabbia, si mischiano tutti in maniera strana nella testa. Lei mi guarda e mi ferma prima che possa andarmene. Mi abbraccia e trema. Mi abbraccia con rabbia e forza.
"Non farti ammazzare."
"Non ci riusciranno."
Qualche bacio, altri abbracci. Poi è tempo dei saluti. Il sole sta calando e noi dobbiamo finire lo scarico giù a Flame. Serviranno poche ore e dopo cena si riparte. Pochi giorni come d'accordo. Tutto lineare sulla tabella di marcia.

lunedì 4 marzo 2013

The Ides of March

Portare sulle spalle le pelli delle tigri bianche era un onore, un vanto, dalle mie parti. Poche di quelle pelli venivano smerciate dal pianeta, per via dei prezzi esorbitanti, da capogiro. Pochi i cacciatori che si avventuravano nella selva ghiacciata del Saint per cacciare quelle bestie per soldi. E chi ne aveva ammazzate qualcuna, la portava sulle spalle: nessuna somma di denaro poteva eguagliare un tale vanto.

Quando i fiumi cominciano a sgelarsi e le temperature a farsi meno estreme, anche la minaccia causata dalle bestie feroci nei pressi dei villaggi si riduceva drasticamente. Era Marzo ed era il 2502. L'equipaggio della Dick Frick si era riunito da un bel pezzo mentre io me ne stavo ancora sul mio pianeta, con la mia gente e con la mia famiglia che aveva bisogno anche di me. Bolton portò la nave a riprendermi direttamente ad Icewolf.
"Red, ti pare che ti lasciamo festeggiare Train tutto da solo!?"
"Tyr, Harry. Tyr dannazione!"
Uno dei pochi villaggi a festeggiare ancora quel culto antico e quasi dimenticato era il nostro. Decine di lupi venivano cacciati, uno per ogni famiglia. Le carni venivano bruciate e le ceneri sparse intorno ad ogni casa, mentre e le ossa seppellite intorno al villaggio. Con le pelli si conciavano mantelli semplici ed indossati dalla fanciulla più giovane di ogni famiglia. Ed il quarto giorno del mese, all'imbrunire, era festa intorno ad un enorme falò che tutti gli uomini contribuivano ad imbastire: ricordo che quell'anno la pila di legna era grande quasi quanto l'abitazione del Rappresentante delle Famiglie. Si beveva e si ballava, scaldati dal fuoco e dalle carni cucinate intorno all'enorme pila infuocata. Ed i festeggiamenti andavano avanti per ore ed ore: tutta la notte. Frìda porava il matello di lupo per la prima volta; i Gemelli - Vàli e Vagn - avevano bevuto così tanto che avevano preso a rotolare nella neve, sbracciati, insieme a Ron; mia cugina Eydìs faceva a pugni con Fania mentre Bolton veniva battuto (e ribattuto) a braccio di ferro da Thum. Bjorg e Gwen non li vidi per metà della festa. Io, Karol, Mona e Gary tracanniamo bibitoni fatti di erbe strane.
"Sembrate una mandria di bufali ammaestrati."
"Voi su Richleaf non sapete divertirvi. Diglielo pure tu, Karol."
"Non so se bevo questa robaccia, Capitano, perchè fa un fottuto freddo o perchè mi sono dimenticato di portare la Vodka."
"A me piace, Wright. La tua gente mi piace."
"Per fortuna che ci sei tu, Gary. Non so come farei senza di te."
"Ma se volete anche baciarvi, fate come se non ci fossimo, finocchietti!"
La Dick Frick restò ad Icewolf ancora per un paio di giorni, così che potessi assicurarmi che al mio villaggio non servisse più la mia presenza ed il mio aiuto. Ero rimasto lì per tre mesi: tre mesi di ronde notturne e di caccia per la difesa di Icewolf. Legna spaccate per impedire alla scorta di legname di terminare prematuramente. 

Avevo, ho, due famiglie. Una lontana ed una di fianco a me. Ma solo questa famiglia vicina può permettermi di difendere quella lontana, su quel pianeta gelido. Finchè ho qualcosa da difendere, non posso smettere di combattere.

lunedì 31 dicembre 2012

White Wright

A quanto pare Harry è passato per Threesprings mentre tornava da Blackrock. Un pacco regalo ed un paio di lettere. Un cappello di lana fatto da Fania per il mio compleanno, una sua lettera e poi una lettera da...Gwen. Che Thor mi fulmini! Bjorg ha avuto due gemelli. Damn...sono zio, ancora. Dovrò squoiare altri due orsi.

Sono passati dodici anni, mi ricordo quando io e mio cugino Bjorg ce ne stavamo fuori dalla porta di casa a far la guardia alla famiglia. Avevo passato le due settimane precedenti su una nave cargo da Safeport, per tornare su St. Andrew. Una Reflit scassata con un vecchio capitano ubriacone. La Dick Frick era rimasta a Safeport con Karol, Ron e Mona: la nave aveva bisogno di alcune migliorie e di necessarie riparazioni a causa dell'ultimo scontro con un gruppo di Navi alleate tra Pound e Seven Hills. E se io ero tornato ad Icewolf, Harry se n'era tornato su Shijie ed i gemelli Carson erano ripartiti per Blackrock. Tutti, chi poteva, aveva approfittato della pausa per passare del tempo con le loro famiglie.

L'autunno del 2502 era stato particolarmente rigido quell'anno e l'inverno non prometteva nulla di buono. Per tutto il mese di novembre e dicembre le bufere eccessivamente forti non avevano permesso alle navi cargo di sbarcare sul pianeta. L'unica nave abbastanza folle da tentare l'atterraggio sul pianeta fu quella che presi io dove alla guida - nonostante il capitano ubriacone - c'era un pilota anziano ed esperto, nonchè anche lui di St. Andrew. Atterrammo nel pomeriggio dell'ultimo dell'anno.

Ad Icewolf, come i tutti quei villaggi sperduti o isolati, gli uomini passarono la notte a far la guardia al villaggio. L'inverno rigido aveva spinto branchi di lupi a cacciare gli uomini nelle loro case. Io e Bjorg eravamo gli uomini maggiori a casa e zio Back era troppo vecchio per sostenere la bufera di neve tutta la notte. Con noi c'erano anche i fratelli Kregh: Thum e Gwen. Da sempre ad Icewolf i Wright ed i Kregh erano ricordati come tra le migliori delle famiglie di cacciatori della zona. E per questo ci misero a sorveglianza del punto peggiore: meno riparato e maggiormente soggetto ad un attacco.

I nostri corpi, buttati a terra e riempiti di pelli animali per sopportare il freddo, scaldavano la neve mentre i nostri respiri scaldavano il calcio dei fucili.
"Rognvaldr, potevi scegliere un momento migliore per tornartene a casa."
Thum Kregh era aveva un paio d'anni più di me, ma il pianeta l'aveva reso più vecchio di una decina d'anni. Aveva perso ambedue i genitori a causa degli orsi ma non fu fortunato come me. Dovette crescere le tre sorelle più piccole quasi da solo.
"Guarda il lato positivo, Wright. Due, tre mesi qui con noi e ritorni in forma. Da quando sei partito per fare il Pilota, ha perso i muscoli ed hai messo la pancia!"
Gwen Kregh, ad Icewolf la chiamavano Valchiria nera, sempre per via dei capelli scuri come la pece. Con la morte dei genitori aveva seguito il fratello in ogni battuta di caccia imparando in fretta ad essere un ottimo cacciatore. Secondo molti era diventata anche meglio del fratello e non a caso il vecchio Rappresentante delle famiglie di Icewolf le aveva permesso di contribuire attivamente alla difesa del villaggio.
"Cugino, perchè non ci passi la borraccia?! Mi si stanno ghiacciando le palle."
Bjorn Wright invece era sputato a me: stesso grugno sul viso e stessa barba castana in faccia. Stesso pessimo senso dell'umorismo. Stando a quello che dicevano. Io non ho mai considerato il mio umorismo...pessimo.
"Vedete di andarci piano. Questa è Vodka da Koroleva, vi stimpana le orecchie."
"Ehi Wright quella robaccia costa soldi. Neppure con sette pelli di orso te ne compri una!"
"Sei sempre il solito malfidao Thum. Sono già quattro anni che trasporto merci nel 'Verse. Ho anche messo su un equipaggio con i controcazzi e ho comprato una nave nuova. Un Firefly. Ti pare che non abbia qualche conoscenza in giro?"
"Basta che la tua ciurma non sia tutta uguale a quel nanerottolo di Harry. A letto non me lo ricordo granchè in forma."
Le risate soffocate, le voci basse ed i sorsi dei vari alcolici che ci siamo portati dietro. Il tempo che passa e la notte che si fa sempre più scura, sbiadita dalla bufera che imperterrita scende su di noi. Poi improvvisamente Bjorn esplode con un fragoroso rutto.
"Comunque buon anno compari."
Non si sa se sia la mezza notte o meno; ma solleviamo le borracce ugualmente. Poi improvvisamente Gwen ci fa cenno di tacere e di stare in guardia. Ci indica due punti a molti metri da noi.
"White Tigers."
Raggeliamo. Fa freddo ma sentiamo i brividi della paura stringerci le chiappe.
"Red, tu con me. Bjorn e Thum pensate all'altra."
Restiamo a terra, scivoliamo lentamente in direzione della prima tigre. Bjorn e Thum che impediranno all'altra tigre di prenderci alle spalle.
"Contro le tigli non servono fucili, se non a rovinarne le pelli. Wright, te la cavi ancora bene con il coltello da caccia?"
Gwen fa tutto lei. Ha già un piano in mente e io non devo far altro che annuire.
"Aspetta il mio segnale e poi colpisci la tigre sotto l'orecchio. Se sbaglio io crepo."
Lei se la ride; io me la faccio sotto. La bufera rende la caccia a distanza impossibile e cacciare tigri non è come cacciare lupi. Ci mettiamo in ginocchio l'uno di fianco all'altro. Gwen tira fuori uno strano oggetto che provoca uno strano rumore. Sembra il rumore delle corna delle renne sul legno. Lei comincia ed in lontananza qualcosa si muove facendosi sempre più vicino. Non la vediamo finchè non sentiamo qualcosa alle nostre spalle. Un muso che ci annusa. Il coltello in mano che sento bruciare come un tizzone ardente. Lei continua con quel rumore e la tigre passa davanti a noi. Mi passa davanti e sento l'odore del sangue quando l'animale mi alita in faccia. Gwen smette di raschiare e la tigre sembra improvvisamente innervosita. Ringhia e si avvicina alla donna. Il mio sguardo sul collo dell'animale. Gli attimi successivi sono confusi e veloci e se un momento prima Gwen urla a gran voce sbattendo con forza i pugni sul muso dell'animale, il momento dopo io sto sulla bestia rigirando il coltellaccio nella sua gola ed immobilizzandolo con il peso del mio corpo. Mi accorgo delle maniche della pelliccia lacerate e dei graffi sulle braccia solo quando l'animale è ormai stecchito.
"Vedi Rognvaldr. Te lo dicevo io che ti sei rammollito. Una volta una stupida bestia non ti avrebbe fatto quei tagli sulle braccia."
Ridiamo. Cerchiamo di smorzare la tensione
"Tieniti la pelle Wright, la bestia è tua. E poi a casa io ne ho un altro paio."
Arrogante e bella. Sicura di sè. Una donna come quella pochi sarebbero riusciti a sposarsela.
"Sorellina, erano due le tigri da noi."
"Voi femminucce sempre le cose più semplici."
Bjorn e Thum ne avevano prese due di tigri bianche e senza neppure un graffio. I tre si scambiano occhiate e sorrisi, come se sapevano già che dall'altra parte erano due le tigri nascoste. Sguardi complici ai quali non partecipai. Era passato tanto tempo dall'ultima caccia. Mi ero rammollito ed ero diventato quello da difendere.
Rimasi in silenzio per il resto della guardia notturna.

sabato 1 dicembre 2012

01.12.14

Ciao Red,
ho saputo che sei rimasto ad Icewolf per parecchi giorni ed io, dannazione, in quei giorni stavo trasportando da New London un carico di medicinali per Richleaf.
Speravo di beccarti al mio ritorno, ma non ci siamo in crociati per poche ore, credo.

Come stai?
Gli affari qui vanno bene. I trasporti di medicinali sono rischiosi soprattutto nel Border. Più volte ci hanno attaccati ma più volte ce l'abbiamo fatta a scamparla. Sono un asso al timone. E c'è una ragazza che mi aiuta ai sensori. Viene da Hera, è davvero brava. Di questo passo diventeremo più abili di te e Harry, ne sono convinta.
L'equipaggio è ancora di ventura, ancora misero. Spero di poter trovare dei compagni come i tuoi anche io, ed avere avventure come quelle che mi raccontavi quando tornavate ad Icewolf.

Nel villaggio, ad Icewolf, si fa festa da giorni.
I Devils hanno dato fuoco alla Hunter, hanno aiutato la nostra gente.
E poi dicono che...beh...E' pericoloso Red, cerca di fare attenzione.
Ti voglio bene; ed anche Eolen te ne vuole. Lo sai, è tua moglie. Ed è in pensiero da quando siete andati via.
Io cerco di tenerla sù, comunque; faccio del mio meglio.

Ah, ti ho allegato alla lettera un cappello di lana, l'ho fatto io durante uno dei viaggi. Te lo volevo dare al tuo compleanno ma so già che per quando andrai a ritirare il pacco alla stazione postale, sarà il tuo compleanno.

Fatti sentire, ho un Pad anche io ora!

Frìda

ps
Ho fatto come mi avevi chiesto, ho portato qualche rifornimento dal tuo Capitano. Sta benone; quella donna è una roccia!

sabato 13 ottobre 2012

Soldier

La guerra civile ha riempito il cimitero di Timisoara di altri duecento corpi.
C'era tutta la cittadina ad assistere alle celebrazioni, persino Taylor, Hesker ed Erik Rose.
Io me ne sono stato in fondo al cimitero, commemorando i duecento browncoat che sono ancora caduti per una guerra fraticida.
La guerra civile è finita, possiamo ripartire da Bullfinch. Jack ed Eir usciranno presto, resteranno un giorno in più sul pianeta.
Bolton ha riempito la nave di trizio e provviste. Resteremo in volo a lungo.
A Safeport mi aspetta il Kappa due mentre a Saint Andrew c'è Eolen.

E' ottobre sul pianeta ghiacciato, la neve ha già riempito la zona boreale del pianeta da diverse settimane. Mi ha accolto nuovamente la bufera di neve come un abbraccio materno: fitto e imponente. Sono costretto ad atterrare a Flame, per non dover rischiare di ritrovarmi la nave bloccata dalla neve. L'equipaggio alloggia a Le Tre Botti, io vado da lei ed il tempo per dormire è stato poco.
In mattinata la tormenta s'è placata ed al sorgere del sole la gente è in fermento, muovendosi per caricare gli ultimi quintali di legname utile per l'inverno, quando il gelo del Saint diventa il nemico peggiore su quel pianeta. Io salgo fino ad Icewolf, dalla mia famiglia. Molti degli abitanti si sono trasferiti a Flame a causa dell'inverno e degli animali selvatici incattiviti. Ma la mia famiglia no. Resto due giorni per aiutarli, con le provviste, con il legname. Ho trasportato un pò di roba da Bullfinch, dovrebbe aiutarli.
Frìda lavora per una industria farmaceutica di Richleaf, pare che abbia trovato una nave da guidare e dei carichi da trasportare. Sta mettendo su un bel pò di soldi per acquistare una nave sua; pare abbia preso davvero sul serio l'idea di diventare migliore di suo cugino.

Ho avuto molto tempo per parlare con Eolen, riguardo noi, riguardo il futuro.
Ed è stata una cerimonia privata, per un certo senso segreta. Non voglio che la voce arrivi a qualche Corer, o a qualche Contractors stanziato sul mio pianeta per via dell'Hunter's League. Non la voglio ficcare nei casini.
Abbiamo giurato davanti a Frigg ed abbiamo bevuto dalla stessa coppa uno strano infuso. Ah boh...i matrimoni li fanno così, ma non ho mai capito cosa il sacerdote faccia per creare quell'orrenda brodaglia. Poi abbiamo cacciato insieme, tutta la notte. Niente festeggiamenti, non abbiamo detto niente a nessuno. Mi ha ascoltato, sa che se ho deciso così ho i miei motivi.

Due giorni e due notti, poi con la Dick Frick siamo ripartiti. Tornare a casa due giorni ogni trenta, se tutto va bene. Ma sono un soldato ed è giusto che sia così.

sabato 1 settembre 2012

Un Wright si riconosce...

Tornato da scuola, ero andato al capanno di mio padre, per aiutarlo a finire di scuoiare i lupi; finimmo alle tre, c'erano sette lupi da ripulire prima dell'alba. La domenica non si faceva scuola, mi piaceva passare del tempo col mio vecchio.
"Zio Back domani va a Bullfinch. Posso andare?"
"Quanti giorni?"
"Solo tre. Mi ha promesso che mi fa vedere come si guida la White Wolf."
Il vecchio sorride e poggia sul tavolo il coltello. Si lava le mani in una bacinella. Poi si accende una sigaretta. Per poco non si da fuoco alla folta barba bionda che gli riempiva la faccia.
"Fottuti cerini di Hall Point."
Sbraita, per una manciata di secondi per poi annuire.
"Parla con tua madre domani mattina."
Ero felice. Saltellavo. Hust "Abjorn" Wright era tanto grosso quanto buono, calmo e pacato. Non l'ho mai visto crucciato o incazzato. Solo qualche sbraito di tanto in tanto.
"Back ti porta dove? Quando? Per quanto tempo? Ma non lo sa che tu stai studiando? Oh ma ora che lo prendo mi sente, a metterti queste strane idee in testa! Misericordia divina!"
Mia madre invece sapeva sempre come smontarmi. Jane Winston, l'esatto contrario di mio padre. Dura, imperiosa, autoritaria.
"Avanti signora Wright, lascialo andare."
"No mister Hust. Tuo fratello mette sempre strane idee in testa a Red."
Un dibattito così poteva andare avanti per ore.
"Avanti dolcezza! Che piaceva anche a te passare del tempo nella plancia di comando quando Back se ne andava a dormire."
Lui la punzecchia, lei che borbotta. Perfino il mio vecchio si sarà preso un paio di pugni nello stomaco da mia madre, ma rideva.
"Va bene va bene. Vai pure con tuo zio. Ma solo per questa volta e senza che ci prendi gusto. Se non era perchè andavate a Bullfinch col cavolo che ti ci mandavo!"
Un dito che si muoveva nell'aria con fare di ammonizione tetro ed austero. Annuivo, le davo ragione. Avevo vinto la prima piccola battaglia e mamma si doveva abituare alla cosa. Un passetto alla volta.
"Dirò alla signora Inga di farti lezioni di pome...ehi biondino! Dove scappi sto parlando con te!"
Ma ormai ero già fuori, per vantarmi con altri ragazzini che sarei andato nello spazio con la White Wolf.
Ed il giorno dopo era quasi un sogno ad occhi aperti, il decollo della nave ed i colori rossastri dell'atmosfera bucata; e poi St. Andrew di un colore bianco, quasi una perla vista attraverso gli oblò.
Mia madre non si abituò mai a mandarmi nello spazio sempre più spesso, al contrario di mio padre che invece aveva già capito che ero tale e quale a lui. 
"Un Wright si riconosce," - Dice sempre mio zio. - "un Wright è nato per lo spazio".
E pensare che da una Evolution scassata, sono arrivato ad una Brigade appena sfornata. Per una manciata di secondi mi sembrava di essere quel ragazzino davanti alla perla bianca del pianeta natale; ma poi riaffiorano altri vecchi ricordi, ed allora è meglio tornarsene a dormire.

sabato 11 agosto 2012

Cambiamenti

Metà di agosto, su St. Andrew la temperatura comincia a calare e le giornate cominciano già a sembrare più cupe e scure. La tormenta di neve ci ha rallentati nell'atterraggio, fortunatamente solo di pochi minuti: infatti si è acquietata quel tanto che bastava per permettere l'atterraggio della Dick Frick a Icewolf, nella solita piazzetta utilizzata raramente dal villaggio.
Zio Back, aveva insistito affinchè tutta la famiglia si riunisse. Oltre a lui, zia Denetha e Frìda, la più piccola della famiglia, erano saliti da Winter anche il cugino Bjorg e sua moglie Gwen; da Hare Pass i gemelli Vàli e Vagn, quest'ultimo con la moglie Anne; ed infine da Valk la maggiore delle sorelle, Eydìs.
Bolton ormai non fa più caso ad essere l'unico nano lì dentro dove persino le donne sono più alte di lui di almeno un cinque centimetri.
"Quanto ci liberiamo dei corer culilisci, cugino?"
Bjorg è inquieto. Da Flame, così come da Winter, le voci sul prossimo attacco alla Hunter è sulla bocca di tutti.
"Non c'è fretta."
Calmo, quieto. Non c'è fretta, la revenge sta arrivando anche per noi del Saint.
Gli altri cugini non si pronunciano a riguardo, ma leggo sui loro occhi lo sguardo ricolmo di odio. Si cena con calma, mi faccio aggiornare sui villaggi colpiti dai lupi o dagli orsi. I senzatetto aumentano. Poi alla fine del banchetto Back si alza in piedi.
"E' tempo che Frìda decida che cosa sia della sua vita."
Zio non è mai stato uno che fa lunghe premesse o uno che addolcisce pillole amare con lunghi discorsi smielati.
"Non siamo mai stati ricchi. Nessuno di voi purtroppo ha avuto una giusta istruzione come i corer, ma vi siete tirati su bene, benissimo. Probabile che siete stati più in gamba voi cinque che io."
Un sorriso soddisfatto, compiaciuto, che esprime l'orgoglio di aver visto confermarsi i suoi quattro, cinque acquisiti, figli anche con una pessima e scarsa istruzione scolastica. Ma il discorso del capofamiglia continua.
"Anche se ci sono meno bocche da sfamare adesso, rispetto a diciotto anni fa, non ci saranno trattamenti di favore per te Frìda. Come ogni Wright che si rispetti a St. Andrew, sai cacciare animali e conciare le loro pelli. Inoltre tuo cugino ti ha insegnato a pilotare una nave."
Inspiro a fondo e batto un pugno sul tavolo.
"Frìda deve studiare zio, per gli Dei! E' più sveglia di noi. Aveva dodici anni la prima volta che salì sulla Dick Frick e dopo una settimana aveva già capito come funzionava una plancia di comando. Io c'ho messo due anni.
"Io non la manderò a studiare nel Core! E' un trattamento di riguardo che non ho avuto verso nessuno, nè l'avrò con lei."
"Quando comprai la Wyoming mi aiutasti zio. Perchè non darle questa opportunità. Potrebbe vivere meglio di tutti noi. E poi posso aiutarla anche io economicamente."
"Erano pochi dollari ricavati dalla vecchia Evolution. L'abbiamo comprata io e tuo padre, insieme, ma c'ho lavorato praticamente solo io negli ultimi anni. E' stato giusto così! Quante volte ancora devo ripetertelo Red!?"
"Ma non è questo il punto! Il punto è..."
Ma Frìda ci interrompe, alzando la voce in un vigoroso basta.
"Non voglio trattamenti di favore nè il tuo aiuto Red. Non voglio i tuoi soldi. Non voglio la carità di nessuno. Sarò io a decidere se restare qui, se partire e se studiare. Come mantenermi e dove mantenermi. Nessuno qui ha mai deciso per la vita degli altri, io non mi farò tenere per mano da nessuno nè deciderete voi cosa io debba fare! Sono stufa di essere la marmocchia di turno."
Lei mi fulmina con un'occhiataccia, poi si alza e si rimette la pelliccia, uscendo fuori e sbattendo la porta alle proprie spalle. Le donne al tavolo annuiscono e si guardano tra di loro compiaciute dell'atteggiamento della ragazza. Io sono l'unico che rimane spiazzato e interdetto. Troppo tempo nel 'Verse pensando alla guerra, perdendomi la crescita di Frìda, il cambiamento da marmocchietto biondo entusiasmata dalla vista di Polaris da uno degli oblò della Dick Frick, ad una convinta Wright con le palle quadrate.
La famiglia presto si divide, ognuno torna nella propria abitazione nel proprio villaggio. Gwen annuncia la sua gravidanza iniziata da un paio di mesi e l'idea di diventare presto zio sembra piacermi. Bjorg sarà un ottimo padre. Chissà se potrei essere padre, ed un buon padre anche io. Penso ad un marmocchio dai capelli rossi frignante. Sembra bello.
Io e Back ci guardiamo per un'ora ancora, con una bottiglia di qualche benzina; poi lui va a dormire e resto solo io, in cucina. Frìda rientra con Wolf poco dopo.
"Scusami Red."
Sembra dispiaciuta, ma la convinzione non scompare dal suo sguardo.
"Perdonami tu. Hai ragione ed io sono un coglione."
L'abbraccio più forte che posso, lei che si lamenta che la stritolo.
"Allora? Quando mandi in pensione Harry e mi metti in plancia come copilota della Dick Frick?"
Rido. Scuoto la testa.
"Nella Dick Frick c'è posto per un solo Wright: come Capitano. Se ami il 'Verse prendi una nave e forma un equipaggio. Impara a farti rispettare da un gruppo di ignoranti cowboy spaziali e poi ne riparliamo."
Un foglietto con un contatto cortex.
"Vendono navi usate e scassate. Comincia con una Wyoming. In un paio di mesi riuscirai a pagartela."
Non mi stancherei mai di abbracciarla. Bolton ritorna con la comunicazione dalla Almost Home di rientrare. Saluto Frìda e lascio i saluti agli zii. Dico a Wolf di prendersi cura di casa. Poi abbandoniamo il villaggio, il pianeta. Penso a quello che ho passato, sbarbatello e con un equipaggio di stronzi. Immagino Frìda in un casino simile.
"Ce la vedi Frìda a pilotare questa nave Harry?"
Bolton mi guarda crucciato.
"Mi vuoi mandare in pensione, finocchio bastardo?!"
"Per noi la guerra non è ancora finita Harry. E questa nave ha bisogno di un Wright al comando. Gli anni passano. Potrei non sedere per sempre su questa plancia."
Bolton sta per ribattere, ma l'anticipo.
"Metti che liberiamo il 'Verse e il Grizzly mi promuove Ammiraglio in una Skyscreaper."
"Ed io divento sceriffo di Cap City."
 Ridiamo.

martedì 10 luglio 2012

Non fa poi così freddo

Dopo essere ripartiti da Hall Point, ho parlato con John. Si poteva fare un giro a St.Andrew e farci sbarcare dall'Almost Home per non perdere tempo. Poi un modo per lasciare il pianeta si sarebbe trovato.
Siamo arrivato all'alba a Icewolf, nella piccola piazza d'atterraggio del villaggio, dietro casa di mio zio.
Il primo che mi ha visto è stato Wolf. Ha annusato, si è avvicinato con cautela e ci ha squadrati a me e a John. Poi ha preso la rincorsa e mi si è lanciato addosso, slinguazzandomi per bene la faccia. Mi mancava il cagnone.
Poi si sono aggiunti al comitato d'accoglienza zio Back, zia Denetha. I Cugini sono sposati e sbattuti un pò ovunque nel pianeta, li rivedrò con calma prima o poi. E poi è arrivata la biondina. E' mia cugina, ma è una piccola sorellina.

Mi mancava il calore di casa.
La carne di zia, le storie di caccia di zio, forse un pò meno le solite lagne da teenagers. Mia cugina vuole volare con me, vuole seguire il cuginone per il 'Verse e fare le sue avventure. E John che praticamente è suo coetaneo, i miei zii non hanno più una scusa per trattenerla a terra.
"Hai testa, sei sprecata a venire con me."
John mi guarda, mi basta un semplice sguardo, e lui forse capisce non insistendo.
Finiamo di mangiare anche abbastanza velocemente nonostante tutto e mentre zia porta John a prendere abiti imbottiti, la biondina sparisce in camera sua, io resto con mio zio.
"Voglio che lei abbia la migliore istruzione. E se voi non ci riuscite, ce la mando io a Cap City a studiare."
Alle altre domande ed interdizioni dello zio non rispondo, cocciuto come un asino ed un muro. Io ho deciso, anche contro tutti.

Arriviamo a Flame nell'ora di Pranzo
Le Tre Botti, la locanda principale di Flame. Jorfag, il proprietario, era un caro amico di mio padre, uno con il quale cacciava e con il quale contrattava per la vendita ed i rifornimenti di carne o pelli. Con la morte di mio padre mi aiutò molto col capanno di caccia finchè quando decisi di venderlo, fu proprio lui a comprarselo. Io in quel periodo non capivo molto di costi e valori, solo in seguito ho capito che se la comprò a due volte il suo valore reale.
Ci siamo guardati, ci siamo annusati, come due lupi pronti ad azzannarsi. Poi ci siamo abbracciati.
"Fottuto Cane rognoso!"
"Bestia!"
Solite battute tra vecchi amici.
Come immaginavo Flame non informava la sua gente di quello che sta facendo. Quando ho detto come Corona ci stava quasi costringendo a lasciare il pianeta per finire nelle grinfie della Vanguard, molti sembravano spiazzati. Spero solo che sia riuscito in qualcosa.
Certo è che John sembra essersi abituato fin troppo bene al freddo. E Jorfag sembra esserselo preso a cuore. Forse gli ricorda il figlio, morto a Blackrock per colpa di quel fottuto missile.

Credo che più tardi ci tornerò alle Tre Botti. La rossa, Eolen. Per essere una donna usa l'arco meglio di molti uomini. Forse anche meglio di me. La pacca sulla chiappa l'ha presa bene, se non torno a trovarla stasera sono un fesso.

Ci sono a malapena cinque gradi fuori. Ma devo ammettere che nonostante tutto, non fa poi così freddo

venerdì 29 giugno 2012

20.05.14

Come sta la mia cuginetta preferita?

So che non mi perdonerai mai per aver saltato la tua festa di compleanno ma mi hanno rilasciato solamente qualche giorno fa da Fargate.  

Mi ha detto zio che sei quest’anno stai prendendo ottimi voti. Cazzo…non hai preso proprio nulla dai Wright! 
Appena trovo un passaggio per St.Andrew ti porto un regalo. Devo pur farmi perdonare per essere mancato alla tua festa…

Qua si tira avanti. Essere un pilota porta molte richieste lavorative oltre che passaggi a scrocco da un pianeta all’altro. 

E tu studia e non perdere tempo dietro agli amici tuoi cacciatori…devi studiare e diventare una dottoressa con le palle quadrate! O magari una di quelle chiacchierone che guadagnano centinaia di dollari al giorno.

Molte volte mi hai chiesto, se potessi tornare indietro, che cosa cambierei dalla mia vita.
Ed io ti ho sempre detto che non cambierei nulla. 
Ed ora che sei abbastanza grande ti posso dire che non è proprio la verità. 
Non rimpiango le mie scelte e le rifarei; ma forse la guerra, di quella ne avrei fatto ben a meno.
Ma per difendere la propria famiglia e la propria terra, si è disposti a tutto. 
E voi siete la mia unica famiglia rimasta.

Tu però non devi vivere la guerra; non merita il tuo sangue.

Ti voglio bene. 
Red