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domenica 29 settembre 2013

Shotgun Fire

"Niente pelliccia questa volta?"
"Non schiatterò di caldo al tuo matrimonio."
Un completo molto semplice e sobrio, camicia, giacca e pantaloni. La colorazione è grigia. Più mi guardo più penso che avrei dovuto dire ad Eolen di portare la pelle di tigre come col matrimonio di Eir.



"Smettila con quella cazzo di pelliccia, Red, non siamo a Winter."
"Allora dovevo mettere il browncoat."
"Tantomeno in guerra. Relax Red, relax. Piuttosto, visto che tu già sei pronto accompagna tuo figlio in chiesa che io aspetto Eir. Vi raggiungiamo."
E quando lascio la stanza del saloon per scendere al pian terreno ho una strana sensazione. Olvir scorrazza, di tanti in tanto mi guarda per assicurarsi che non mi sia perso. Accelero il passo solo quando esce dal saloon poco prima di me. All'esterno del saloon ed in quella stradina laterale alla main street c'è un bel baccano. I miei compagni dell'Almost Home, chi più o meno in anticipo o in ritardo, si attardano anche loro per avviarsi in chiesa. Incrocio con lo sguardo Jack ed in braccio una piccoletta che riconoscerei tra mille: Cecilia. Mi avvicino a loro per accarezzare il visino della bimbetta. Poi quando mi sento tirare il giacchetto dal basso, capisco il perchè della brutta sensazione. Mi volto lentamente.
"Daddy! C'è zio Ritter!"
Guardo Olvir ed annuisco. Lui corre verso Eleazar pretendendo da lui di essere preso in braccio. Lo fa, con aria stanca e pigra, così come permette al piccoletto di torturargli il naso.
"Mungere vacche non ti ha ancora ammazzato, vecchio mio!"
 Una poderosa pacca sulla spalla del coroniano, di quelle che lui apprezza tanto.
"Wright, simpatico come un pugno nello stomaco".
"O sul naso."
Intanto nonostante le premesse iniziali, arrivano anche le due rispettive signore: Eolen ed Eir. La prima mi butta addosso un occhiaraccia severa del tipo non ti avevo detto di portare tuo figlio in chiesa?. Ma l'altra è decisamente più convincente. Mi avvicino alla meccanica per poterla stritolare per bene.
"Stai una favola Sterling."
"'ttanediguerra Polly! E' vero anche che non devi aspettare i matrimoni per abbracciarmi."
"Prima pensiamo a liberare il 'Verse. Una cosa alla volta."



La cerimonia è stata intima, con pochi invitati, gli stretti, da entrambe le parti. Eppure tutto il paese è nella piccola chiesetta per vedere l'unione della figlia del fornaio con un soldato della resistenza. Bolton è ben visto da quelli del paese: la benda sull'occhio gli da un'aria rispettabile. Ma era meglio quando c'era Rooster a far da pastore. Il Reverendo la sta tirando troppo per le lunghe. Poi a furia di parlare di pecore e greggi, comincia a venirmi fame. Dannazione. Harry e Sarah saranno felici insieme. Mi guardo intorno. Perchè Haggerty sta di fianco ad Ed. Mmm. La cosa mi puzza.

A fine cerimonia mi guardo intorno: trovo mia moglie che parla con Cortes e mio figlio che viene stropicciato dalla 'leafer. Dei...forse era quella la brutta sensazione. O forse no.
"Wright."
"Che succede Capitano? Quella faccia non mi piace."
"Bolton ha richiesto il congedo definitivo dall'Array."
"E perchè non me l'avete detto?"
"Una cosa alla volta Wright. Vedrai che quando tornerà la settimana prossima, ti dirà tutto. Oh e a proposito."
"What else?"
"Su raccomandata dell'Ammiraglio Rose e dell'Alto Comando, oltre che di qualche altro pezzo grosso dell'Intelligence, abbiamo un nuovo pilota nell'Array trasferita direttamente dal Quarto da Safeport. Tra le sue referenze dice che viene da Spartaca, ha seguito un addestramento militare da Sottufficiali ed è stata Capitano di Vascello a Serenity Valley. Ha delle buone referenze, ci farà comodo visto che Bolton non sarà più dei nostri."
"Come si chiama?"
"Rogers. Sheena Rogers."
Si, era questa la pessima sensazione. Sicuramente questa. 

domenica 4 agosto 2013

Revenge

E' presto: sono le quattro e mezza.
Cortes non si è svegliata ed io non l'ho disturbata questa mattina.
La plancia della Leviathan è deserta, così come il ponte. L'equipaggio è sull'Almost Home, o forse nelle proprie cabine. Parte delle cabine dei passeggeri allestite a celle di detenzione per i trasporti dei prigionieri: dei tre prigionieri. Una sigaretta tra le labbra, tabacco buller.
"Qui Sharpe, richiesta di rinforzi nel quadrante quattro del confine. Siamo sotto attacco!"
Una profonda boccata di fumo. Mi avvio in direzione della stiva vuota, piena. Tutto è pronto per partire.
"Dei! E' morto?"
"Non ancora Red Wright! Devo portarlo in sickbay."
Bolivar coperto di sangue ed un foro nel cervello. Non è grave dice Adler. Come può un proiettile in testa non essere grave. Dei!
Controllo nuovamente la disposizione delle casse e il blindato sistemato ad un angolo della stiva, coperto dal telone nero completamente. Altro fumo che si solleva nella stiva disperdendosi in aria.
"Rooster! Dove diavolo è Rooster?!"
Catturata. In ostaggio. I pirati vogliono trattare. Adler dovrà fare un miracolo e pregare i suoi Dei e quelli di Bolivar se lo vuole riportare qui in piedi. Rooster potrebbe essere già stata uccisa da quelle bestie. Ah! Figli di puttana. Il tempo delle trattative è finito. Moriranno e moriranno tutti. Morirà Black, sua sorella e tutti fino all'ultimo cane che si portano dietro. Le loro navi saranno distrutte una dopo l'altra. Hanno ucciso Bolivar ed hanno ucciso Jack - perchè hanno ucciso anche lei, lo so. Inchioderò i corpi di quei bastardi sulla prua della Leviathan allo stesso modo dei Marauders. E consegnerò i loro corpi bruciati a quella puttana di Ward.

mercoledì 24 luglio 2013

Lucky Sunday

Domenica fortunata. Un cinghiale che passa davanti all'Almost Home. E quando mi ricapita.

Per le otto ho quasi finito di spezzare la carne. E poi Cortes dice che non sono buono con lei: ha dormito fino alle otto passate oggi.
"Ehi, Capitano, dove vai?"
"Vado in Città!"
Rooster defila via senza troppe spiegazioni. Le guardo la schiena mentre si allontana in direzione di Timisoara.
Mezz'ora dopo è la volta di Bolton, che sfoggia l'abito intero della domenica. Fischietta. Si è comprato una benda nuova da mettere sull'occhio Comincia a sellare il cavallo.
"Che Thor mi fulmini, Harry. Che avete sta mattina tutti? Si sposa la figlia di Franck Dallas e nessuno me l'ha detto?"
"No, Red. Vado in...Città"
Assottiglio lo sguardo. Lo shijian non mi convince. Soprattutto quando goffamente imita Jack.
"Ma non è che tra te ed il Capitano..."
"Bontà divina, no! Cioè...non con lei...non potrei mai!"
Sguardo inquisitorio. Un cane attaccato ad un osso che non vuol mollare.
"Si chiama Sarah, abita fuori New Dallas. E' la figlia del fornaio James."
Mi pulisco le mani, giusto per incrociarle davanti al petto. Un cenno semplice, di andare avanti.
"E che Cristo, Red. La porto a fare un giro a cavallo, eh. Torno prima di pranzo."
Aspetto che se ne vada, ma senza scansare lo sguardo da Bolton. Solo quando lui e Junk sono distanti, sorrido. Erano anni che non lo vedevo cavalcare spensierato.
"E tu Wright?"
La voce femminile la conosco.
La chioma bionda e quell'espressione marziale e seria che riempie la plancia di comando sempre.
"Io cosa, Sharpe?"
"Polaris è Indipendente, Saint Andrew libero. Potresti tornare dalla tua famiglia."
"Si lo so. Ma voi?"
"Ce la siamo cavata anche senza di te, Wright."
"C'era Edwards con voi, prima. Ed ora che Polaris è libero, avete ancora più bisogno di piloti discreti. Black potrebbe evadere o farla franca. Ho ancora delle faccende in sospeso prima di tornare a casa."
"Potresti morire e non rivedere nessuno dei tuoi."
"Il Grande Padre, Sharpe, ha misurato il gomitolo della mia vita tanto tempo fa. Posso anche nascondermi in un buco, ma non vivrò un istante di più. Il mio destino è stato deciso e la paura non frutta niente all'uomo."
"Non credo nel destino, Wright. Ma sono lieta di non dover far a meno di te, in plancia."
Da lì a poco anche Sharpe si dilegua, nella nave, probabilmente in plancia. Io devo finire di pulire la carne prima che il sole si alzi troppo e arrivino le mosche.

martedì 25 giugno 2013

War can wait another day

"Voi fuori a divertirvi, ad incontrare Eric Rose, l'Ammiraglio Eric Rose, ed io qui a grattarmi le chiappe!"
Bolton borbotta in uno shijiano stretto, offeso per non essere stato coinvolto.
"Ci hanno sparato addosso!"
"Si ma hai guidato la Leviathan!"
"Mark uno e lanciasiluri avanzati!"
"Avanzati?"
"Avanzati!"
Bolton ha improvvisamente dimenticato di essere offeso. Si alza dalla postazione sensori e mi rifila un pugno sulla spalla. Euforico.
"Ora sì che si ragiona! Ah Ah! Glie li apriamo quei loro fottuti culetti blu!"
"Fuck Harry! Fuck! Scateniamo la violenza! Violenza! Abbiamo la potenza!"
Erano anni che non mi facevo prendere in quel modo dall'entusiasmo. Eric Rose. L'ultima volta che lo vidi era alla sua evasione, quando lo risparmiammo a Fargate. Ed ora è lì, con noi.
"E' un onore riaverla con noi, Signore!"
Con noi a fare la guerra.
"If the wild bird could speak"
"She'd tell of places you had been"
Attacchiamo: stonati, senza vergogna.
"We were cautioned to surrender"
"This I could not do"
Non ci importa.
"Their brands were still on fire and their hooves were made of stee"
"Their horns were black and shiny and their hot breath he could feel "
L'equipaggio non può dormire stasera. Non con il Polaris in guerra, con Bullfinch che resiste, con i vertici che si incontrano, per un nuovo Exodus Day.
"With pale affright and panic flight"
"Shall dastard Bluejacks base and hollow"
Per ore, fino all'alba. Senza toccare alcol, con la gola che si disseta di speranza.
"For six long years I've been in trouble"
"no pleasure here on earth I've found"
Finchè non è l'alba.
"Don't waste your time"
"Or time will waste you."
Stanchi e stremati, quando l'equipaggio comincia a svegliarsi, noi ci buttiamo sulle nostre brande. Faremo trincee e organizzaremo la resistenza contro le Bluejacks. Domani. Questa notte siamo lupi che ululano alla luna.

Ballate:
Polly Wright
Il canto dei non arresi
Ghost Rider in The Sky
Blackrock Brigade
The Hobo Song
Knights of Cydonia

martedì 11 giugno 2013

Pappà

E' tutto finito. Sono fuori.
Ed ora viaggiamo verso Saint Andrew, prima di sbarcare a Bullfinch. Jack ha voluto che tutti andassero sul mio pianeta appena ha saputo che ho un figlio. Già un figlio. Stento a crederci.

Parte dell'equipaggio resta con la Almost Home a Flame, per fare rifornimento.
Un paio di alte jeep, ideali contro la neve, ci aspettano con Bolton.
"Il Capitano mi ha raccontato. Gli Dei ti vogliono bene."
"Questa volta non c'entrano gli dei. Devo la vita a quel fottuto corer...che Thor mi fulmini!"
Entrati nel villaggio qualcuno dalle finestre di Icewolf ci guarda. Di solito usiamo i cani e le slitte. Ma sta volta facciamo un'eccezione. Scendo dalla jeep, il tempo di poggiare i piedi a terra che Wolf, il mio husky grigio, mi gratta con la zampa sul pantalone. Non mi salta addosso, invecchiatosi anche lui. L'accarezzo e lui mi lecca il collo.
"Rognvaldr!"
Urla Mundur Manto Rosso, quando spunta fuori dalla Grande Casa del villaggio. Maestoso e riempito di pelli nere, dei lupi neri. Scarsi due metri d'altezza per un quintale e mezzo di muscolatura. Dietro la schiena un'ascia bipenne da guerra.
"Io lo sapevo che non saresti mai caduto a Fargate. Ci avrei scommesso le palle con tutto il cazzo! Però ti sei dimagrito, Rognvaldr! Stasera tu ed i tuoi..."
Guarda Jack, Sam, Klaus, Sundance. Li squadra dalla testa ai piedi più volte.
"Sono i miei compagni Mundur. Non è possibile che ti ricordi solo di quel guercio di Bolton!"
Mundur scoppia a ridere. Mi da una pacca possente sulla spalla e poi ruggisce.
"Stasera tutta la popolazione di Icewolf mangerà alla Grande Casa. Festa per tutti. Un nostro Fratello è vivo e abbisogna delle nostre canzoni!"
E solo quando finisce di ululare come un orso bianco mi guarda di nuovo dall'alto.
"Ora vai a trovare il tuo marmocchietto biondo, Wright."
Ed infatti tornando a guardare la porta la vedo, Eolen, in piedi ed in lacrime con in braccio un marmocchietto biondo di poco più di un anno. La guardo a quei pochi metri. Guardo mio figlio in uno strano stato di esitazione. Respiri profondi prima di avvicinarmi e zoppicare. Raggiungerla e stringerla a me. Il bimbetto ci guarda incuriosito. Un sorrisetto sulle labbra.
"Pappà?"
L'interrogazione è leggera, poco percepibile. Scoppiamo a ridere.
"Si è papà, Olvir."
Eolen lo prende meglio in braccio e mi fa cenno di prenderlo. Ecco, questa roba non me l'hanno mai spiegato.
"Pappà tonto."
Olvir agita le manine, ansioso di essere preso in braccio. E' intelligente, Eolen gli avrà parlato di me. Inspiro a fondo e lo prendo. Faccio attenzione. Sento gli occhi inquisitori, sguardi che urlano se cade ti pesto di Eolen ma anche di Jack. Ma alla fine nonostante tutto ce la faccio. Lo prendo in braccio, un bacio sulla fronte.
"Pappà ha viso pizzicoso!"
"Papà ha un regalo per te, Hust Olvir."
Lo chiamo in ambo i modi, dovrà abituarsi. Metto il piccolino di nuovo in braccio ad Eolen e vado a prendere il micio. Torno poi verso la porta e sollevo il micetto ad Olvir.
"Lynx, Olvir. Si chiama Lynx."
"Fizz."
"Pure Fizz va bene. E' un gatto e ti terrà compagnia. Wolf sta diventando vecchio e quindi in tre vi guardate le chiappe...cioè, spalle...tra voi. Right, Olvir?"
"Guardiamo chiappe! Guardiamo chiappe!"
Scompiglio i capelli al biondino. Un altro bacio sulla fronte. Poi lascio il micetto a terra lasciando che se ne vada dentro da qualche parte.
Ho ancora del tempo per stare con mio figlio prima di andare alla Grande Casa. Gli racconterò di come la neve era scesa per la prima volta su Icewolf, quando tutto era nero e poi divenne bianco grazie alle lacrime di Frigg. Eolen se ne sta zitta e ci guarda, ci ascolta. Sorride. E' bello avere una famiglia.

domenica 9 giugno 2013

The Walls

Sento che le forze tornano. Estratti i proiettili e messa quella diavoleria medica il dolore sta diminuendo.
Ho provato a mettermi in piedi oggi. Sono caduto solo sei volte. E' un buon inizio.

Jack mi ha mandato un avvocato.
L'ho dovuto mandare a fanculo sette volte prima di capire che è l'avvocato di Jack.
Non mi farò difendere da lui, non mi serve un avvocato.

Mi hanno tolto dall'infermieria, occupavo posti troppo comodi.
Mi hanno risbattuto in una piccola e bollente cella. E' provvisoria: so che la prossima meta è Fargate.

I giorni passano lenti come una tortura.
Penso a Fargate e penso ad Eolen.
Le avevo promesso che sarei stato migliore con mio figlio di quanto lo fossi stato con lei.
Mi ero ripromesso che avrei cresciuto un figlio da buon padre.

Penso a Fargate e penso all'Almost Home, ai miei compagni.
Ho trascinato Vandoosler in questo casino, non saputo gestire la situazione.

Penso a Fargate e a ciò che mi aspetta su quello scoglio di massima sicurezza.
Non durerò che qualche mese, poi ritroveranno il mio cadavere con la testa spaccata insieme ai sassi dei detenuti.
E se invece uscirò, mio figlio non saprà che faccia ha suo padre.
Se uscirò i miei compagni potrebbero essere già tutti morti. Ed io vivo. Di nuovo.

domenica 2 giugno 2013

Time out

Cancello. Strappo e getto via.
Ho spezzatto tre pennini. Fottuti pennini.
Comunicato uficiale...Due effe dannazione. Ufficiale.
"Mi hai chiamato Red?"
Sollevo lo sguardo su Bolton, lo guardo per una manciata di secondi. Unification dag day; continuo a scrivere.
"Ricordami un pò Harry. Ti ho mai chiesto qualcosa? Di personale intendo."
Bolton si avvicina al tavolo della cambusa dell'Almost Home e si siede. Picchietta la mano sul tavolo.
"Rinunciare alla Dick Frick conta?"
"Quello non c'entra un cazzo! Ad esempio: perchè hai iniziato a viaggiare con me?"
"Pagavi bene."
Un ghignetto leggero sul viso di Harry. Vi è stato ripetuttot ripetuto più volte. Io continuo a scrivere.
"Perchè hai fatto la guerra con me?"
"Ti saresti fatto ammazzare senza di me. E a Sturges infatti ci sei andato vicino."
"E perchè anche adesso stai con me?"
"Ho scelta Red? Ci hanno lasciato una scelta? Tutto ciò che mi resta è questo Browncoat e voi."
Sollevo lo sguardo ancora una volta dal foglio. Ritirate le vostre truppe. Lascio la penna sul tavolo. Mi accendo una sigaretta. Una di quelle schifose Black Mamba.
"Eolen aspetta un figlio."
"Quella puttana! Io te l'avevo detto che...ah...no no puttana non in quel senso. Non intendevo Red scusami..."
Mi sarei dovuto incazzare, eppure scoppio a ridere. Rido mentre Bolton cerca di riprendersi dalla figura di merda appena fatta. E quando ci riesce mi rifila una pacca sulla spalla.
"Congratulazioni. Hai già pensato come chiamarlo?"
 Scuoto il capo.
"Non è questo il punto Harry. Non ti ho mai chiesto niente, fino ad ora."
Bolton serra la mascella e deglutisce. Affila lo sguardo di quel suo unico occhio su di me come se volesse leggermi nel pensiero. Annuisce, capisce.
"Farò quello che è necessario. Te lo prometto amico mio. Ma anche tu ora fà quello che è necessario. Sei il Primo Ufficiale e Comandante in carica finchè non torna..."
"E se non tornasse?"
"E se io adesso ti spacco il naso? Lei tornerà. Ed ora finisci di scrivere quella roba."
"Ja, hai ragione. Ho finito, portalo a Sharpe; così ci da una sistemata."

mercoledì 29 maggio 2013

Not at all

Due ore per piazzare una fottuta tenda. McAllister ci avrebbe preso a calci nel culo.
Sono le quattro; tanto vale che il turno fino a mattina lo faccio io. Altre tre ore.

Tengo vivo il fuoco con dei tronchi recuperati nel boschetto, sistemo il fucile sulla spalla e mi piazzo su quello sgabellino del cazzo che non mi contiene neppure mezzo culo. Ho sempre odiato quei sgabellini di merda.

Non c'è un'anima. Di tanto in tanto si avvicina lo stesso cinghiale che va in giro dalle due: odora il fuco e mi guarda. Poi se la batte...e fa bene.

Una volta Shijie era viva; accendere un fuoco a pochi chilometri da un centro abitato significava sicuramente attirare l'attenzione di qualche ranchero a guardia dei campi, o magari di qualche tagliaborsa. Adesso in questi pochi ettari di terra rimessi in piedi dall'elemosina di quei pezzenti, sembra quasi che si respiri il timore di perdere quel poco che hanno ridato loro.


Dietro alle sorelle Tyron ci sbavavano tutti i ragazzi della Narrow Valley, e probabilmente anche gli uomini sposati, se non avessero temuto di più la collera delle loro mogli. Specialmente la domenica, dopo la messa, il Saloon di Welling Town era zeppo di gente; l'occasione migliore per farsi servire da bere da una delle Tyron. Io non ho mai creduto nei Nuovi Dei, perciò anticipavo la fila al saloon di un'ora e avevo più tempo per pensare.
"Oh Wright! Perchè invece di startene lì da solo a fissarci la scollatura non ti metti al bancone e fai quattro chiacchiere?"
"Oh, ah si certo. Perchè no."
Non sono mai stato molto sveglio con le donne. E' un mondo strano e complicato, fatto di curve e linee soffici. Mi sposto dal tavolo e mi piazzo al bancone. Grey e Wendy...penso che avessero una decina d'anni più di me.
"Per me il solito Rhum."
"Il primo giro offre la casa."
E ci vuole poco per mettere sull'attenti un commerciante.
"Di cosa avete bisogno dolcezze?"
"Ci possiamo fidare di te e del tuo equipaggio Wright? Conosciamo da anni i Bolton e sappiamo che anche di Harry c'è da fidarsi. Ma di te ed i tuoi uomini?"
"Io lavoro dolcezza, proprio come te e tua sorella. Solo che tu vendi brodaglia spacciandola per rhum con una manciata di bei sorrisi ed una scollatura, io contrabbando nel 'Rim con una nave armata."
Scoppiano a ridere entrambe. Quella più ricciolina e silenziosa, Wendy, mi porge il bicchierino di rhum.
"Vacche Red. Vacche rubate e marchiate. Le sposti su Bullfinch e poi al resto ci penseranno le nostre cugine."
"Per tutti gli antichi Dei. Ma voi siete sparse per il 'Verse a coppie?"
"Ed in coppia non sai quante cose facciamo, fustacchione."
Paonazzo: è questione di secondi. Loro ridono, le campane suonano. Mi scolo velocemente il bicchierino e mi alzo.
"Libera la stiva per stasera Wright."

L'ingaggio andò bene, portò con sè molti quattrini e qualche guaio. Ma nulla che non eravamo in grado di gestire. Ed ora quali sono i capi di bestiame da rubare, da riciclare? Non è rimasto nulla. E' giorno, Sam mi da il cambio qui fuori, io vado a riposare in cabina.
"Wright, c'è Bolton."
Sharpe mi richiama in plancia prima, passandomi la wave del biondo.
"La Dic...ick è stata venduta Red. Sto su St...drew, la linea è dist...ata. Frida mi da uno strappo con la s...ave da voi su Shijie. Pr...ndo le coordi..."
La linea cade. Sharpe cerca di ripristinarla, per le coordinate. E mi manda a dormire. Eseguo gli ordini quasi se fosse stata Jack a darmeli.
La cabina è più piena del solito. Non c'avevo fatto caso. I stivali fuori la porta, poi mi allungo sulla branda.
L'Unificazione. Il Giorno dell'Unificazione.


Jack Rooster era nella stiva dell'Almost Home, sentirsi chiamare dolcezza non credo gli fosse andato a genio. Credo che andai a cercare l'ingaggio da lei ancora con il naso annerito per la scazzottata della mattina, con quel pezzente unionista di Oak Town. 
"Ubriacone, pezzente, giubba marrone."
Un bel pò di pugni per lui, altri per me. Fortuna che ad essere ubriaco era lui e non io, o sarebbe finita diversamente.
"Feccia unionista."
La stecca me la sono presa dritta dritta dietro la schiena. Poi un cane mi leccava il muso davanti alla chiesa di St. Quentin.

Nessuno con cui fare a pugni il giorno dell'unificazione. E' dalla fine della guerra che mi rompono il naso il giorno dell'unificazione, ed io rompo qualche altro naso. Questo potrebbe essere il primo fottutissimo anno col naso intero il giorno dell'unificazione. Che Thor mi fulmini!

martedì 21 maggio 2013

Midnight

Mi aveva fatto fare il giro dell'Almost Home, tanto tempo fa.
Ora l'accompagno all'altare. 
Guai a te, Ritter; guai a te.

La guardo da lontano, tra gli altri Browncoat, in ciò che è rimasto della mia famiglia.
Hanno la benedizione di Thor: nessun legame mortale potrà dividerli.
L'occhio di Odino veglierà su di loro. Gli antichi Dei veglieranno su di loro.

Devo stringere i denti ancora un pò. 
Poi potrò andarmi ad allungare in cabina.
Il fianco mantiene. Ancora un pò.

La nave è vuota, silenziosa.
Guardiano solitario di un equipaggio fantasma.
Sterling mi perdonerà; non mi piacciono gli antidolorifici.

E' notte fonda quando Eolen rientra nella nave per assicurarsi che non mi stia amputando la spalla dolorante.
Domani mattina riparte con la Dick Frick per St. Andrew.
Ha conosciuto l'equipaggio, mi è stata accanto durante la degenza. Ma ora sto bene.

Riparte lei; va via Sterling.
E con lei Cecilia.
Un pilota con un'ascia.
Chi le ha messo in testa di tirare le ascie in faccia alle persone!?
Zio Red che mangia gli orsi.

E' stato bello fare a meno della guerra per un pò.

martedì 11 dicembre 2012

Seven

Sei, forse sette.
Ho perso il conto.
Sono le tre. L'ho chiesto al secondino. Ho dormito tutto il giorno; ed ora sono le tre. Quelle fottute pillole di Varela hanno funzionato. La testa è leggera. 
Sette ore e sono libero.
Sette. Ho questo fottuto sette in testa. Lo sapevo che mi avrebbe rincoglionito questa roba.
Seven deadly sins
Mother Mary; Victory. Esorcizzavano un gruppo di donne e ragazze. Avevano ballato scalze nel bosco. Ho assistito a quella fottuta carneficina. 
Seven ways to win
La filastrocca è rimasta qui, in testa e queste fottute pillole me la stanno facendo tornare in testa. Fuochi e pali; legna e carne che arde.
Seven holy paths to Hell
Il sette è un numero che ho sentito molte altre volte. Soprattutto dai cristiani. Dicono che sia un numero sacro, perfetto. C'è chi dice che sia un numero che racchiuda il sacro ed il demoniaco. Non c'ho mai capito nulla. Troppo complicati questi cristiani. Troppa filosofia dietro alle loro preghiere.
And your trip begins
Eppure resta in testa. Sette mesi fa ero solo un reduce, senza nave e con solo troppe cicatrici addosso.
Seven downward slopes
Ho incontrato Jack, pensavo che fosse un uomo Jack Rooster. Credo che quando la chiamai "bellezza" c'abbia messo un bel pò d'autocontrollo per non staccarmi la testa a calci.
Seven bloodies hopes
Abbiamo affondato i Raptors alleati; S.S.Alaska e Almost Home. E' ricominciato tutto; di nuovo un soldato dell'Indipendenza.
Seven are your burning fires
La prigione; i medicinali su Blackrock; il furto dell'Almost Home; la guerra delle Rose; la liberazione di Eric Rose; la distruzione della Hunter's League. Soldato, Caporale, Comandante.
Seven your desires...
Ne abbiamo passate tante, sono passati tanti mesi e sono passati molti soldati nell'Almost Home. Ed io resto ancora qui, insieme ad altri. L'indipendenza e la libertà. Le bramiamo, le desideriamo.
I cristiani parlano di sette sigilli che libereranno sette angeli. Chissà a cosa si riferiscono veramente.

Tanto ormai tanto vale prendere un'altra di queste pillole. Mi risverglierò domani, quando sarò nuovamente libero. E allora si...sarà si l'Apocalisse.