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domenica 29 settembre 2013

Shotgun Fire

"Niente pelliccia questa volta?"
"Non schiatterò di caldo al tuo matrimonio."
Un completo molto semplice e sobrio, camicia, giacca e pantaloni. La colorazione è grigia. Più mi guardo più penso che avrei dovuto dire ad Eolen di portare la pelle di tigre come col matrimonio di Eir.



"Smettila con quella cazzo di pelliccia, Red, non siamo a Winter."
"Allora dovevo mettere il browncoat."
"Tantomeno in guerra. Relax Red, relax. Piuttosto, visto che tu già sei pronto accompagna tuo figlio in chiesa che io aspetto Eir. Vi raggiungiamo."
E quando lascio la stanza del saloon per scendere al pian terreno ho una strana sensazione. Olvir scorrazza, di tanti in tanto mi guarda per assicurarsi che non mi sia perso. Accelero il passo solo quando esce dal saloon poco prima di me. All'esterno del saloon ed in quella stradina laterale alla main street c'è un bel baccano. I miei compagni dell'Almost Home, chi più o meno in anticipo o in ritardo, si attardano anche loro per avviarsi in chiesa. Incrocio con lo sguardo Jack ed in braccio una piccoletta che riconoscerei tra mille: Cecilia. Mi avvicino a loro per accarezzare il visino della bimbetta. Poi quando mi sento tirare il giacchetto dal basso, capisco il perchè della brutta sensazione. Mi volto lentamente.
"Daddy! C'è zio Ritter!"
Guardo Olvir ed annuisco. Lui corre verso Eleazar pretendendo da lui di essere preso in braccio. Lo fa, con aria stanca e pigra, così come permette al piccoletto di torturargli il naso.
"Mungere vacche non ti ha ancora ammazzato, vecchio mio!"
 Una poderosa pacca sulla spalla del coroniano, di quelle che lui apprezza tanto.
"Wright, simpatico come un pugno nello stomaco".
"O sul naso."
Intanto nonostante le premesse iniziali, arrivano anche le due rispettive signore: Eolen ed Eir. La prima mi butta addosso un occhiaraccia severa del tipo non ti avevo detto di portare tuo figlio in chiesa?. Ma l'altra è decisamente più convincente. Mi avvicino alla meccanica per poterla stritolare per bene.
"Stai una favola Sterling."
"'ttanediguerra Polly! E' vero anche che non devi aspettare i matrimoni per abbracciarmi."
"Prima pensiamo a liberare il 'Verse. Una cosa alla volta."



La cerimonia è stata intima, con pochi invitati, gli stretti, da entrambe le parti. Eppure tutto il paese è nella piccola chiesetta per vedere l'unione della figlia del fornaio con un soldato della resistenza. Bolton è ben visto da quelli del paese: la benda sull'occhio gli da un'aria rispettabile. Ma era meglio quando c'era Rooster a far da pastore. Il Reverendo la sta tirando troppo per le lunghe. Poi a furia di parlare di pecore e greggi, comincia a venirmi fame. Dannazione. Harry e Sarah saranno felici insieme. Mi guardo intorno. Perchè Haggerty sta di fianco ad Ed. Mmm. La cosa mi puzza.

A fine cerimonia mi guardo intorno: trovo mia moglie che parla con Cortes e mio figlio che viene stropicciato dalla 'leafer. Dei...forse era quella la brutta sensazione. O forse no.
"Wright."
"Che succede Capitano? Quella faccia non mi piace."
"Bolton ha richiesto il congedo definitivo dall'Array."
"E perchè non me l'avete detto?"
"Una cosa alla volta Wright. Vedrai che quando tornerà la settimana prossima, ti dirà tutto. Oh e a proposito."
"What else?"
"Su raccomandata dell'Ammiraglio Rose e dell'Alto Comando, oltre che di qualche altro pezzo grosso dell'Intelligence, abbiamo un nuovo pilota nell'Array trasferita direttamente dal Quarto da Safeport. Tra le sue referenze dice che viene da Spartaca, ha seguito un addestramento militare da Sottufficiali ed è stata Capitano di Vascello a Serenity Valley. Ha delle buone referenze, ci farà comodo visto che Bolton non sarà più dei nostri."
"Come si chiama?"
"Rogers. Sheena Rogers."
Si, era questa la pessima sensazione. Sicuramente questa. 

sabato 28 settembre 2013

Shotgun is aimed

"Il panciotto mi fa sembrare grasso Red."
"Non devi essere tu quello che deve attirare tutte le attenzioni."
Bolton annuisce, guardandosi continuamente in uno degli specchi dlla mia cabina nell'Almost Home. Sembra che sia lui la sposa.
"Sicuro che debba essere io a far da testimone di nozze? Lo sai che io non credo nel vostro Dio."
"Basta che non lo dici al prete."
"Il tuo Dio non si offende?"
"Sinceramente? Non mi sposo per Dio, ma per Sarah. Perciò chi se ne frega. E poi se mi succedesse qualcosa dovresti essere tu a prenderti cura dei miei figli."
"Tanti piccoli Bolton che giocano con tanti piccoli Wright. Oh...magnifico!
Ci guardiamo per qualche secondo prima di scoppiare a ridere. Una risata che echeggia tra le pareti metalliche di quella piccola cabina.
"Anyway Red."
Il silenzio che annuncia qualcosa di grave, o comunque abbastanza serio da non preannunciare nulla di buono.
"Ti stava cercando una persona oggi allo spazioporto. La conosci molto bene. La conosciamo molto bene."
"E sarebbe?"
"Sheena."
Il sangue lo sento salire alla testa in pochi secondi; non mi accorgo di sollevare le mani e afferrare Harry dal colletto trascinandolo fino alla parete contro la quale gli faccio impattare la schiena. Bolton non trema, non ha paura di me, ma resta immobile neanche guardasse i denti di un cane aperti davanti al suo collo.
"Giuro sugli Antichi Dei, Bolton, che se mi stai prendendo per il culo ti ammazzo."
"Oh ehi, amico mio! Vedi di darti una calmata perdio!"
Riprendo fiato, lascio la presa da lui e mi allontano di due passi. Accendo frettolosamente una sigaretta accompagnato da un - Parla! - mentre del fumo comincia ad impestare nuovamente la cabina.
"Ti sta cercando. Ed ha anche la divisa del Quarto Array addosso."
"Lei è morta."
"Magari no. Io non l'ho vista morire realmente. C'era un inferno dentro quella Nave e lei era rimasta nella Plancia."
"Il Pod di Plancia era stato messo fuori uso dai siluri. Per Odino! Sei stato tu a dirmelo.
"Non ero il suo sensorista, Red. Ero al Timone! Ma il ragazzino ai sensori se l'è fatta sotto quando ha rilevato la disfunzione del pod tanto che se l'è data a gambe."
La testa fa un male cane. Neanche mi fossero appena rotolate addosso tonnellate di pietre e massi.
"Domani ti sposi Harry. Datti una sistemata e non fare baldoria sta notte."
"Tu stai bene Red? Sei il mio testimone, ti voglio in forma."
"Arrivassero i Culi Blu per fare la guerra, dovranno aspettare che tu abbia messo l'anello al dito della tua signora prima di spararci al culo."
Harry mi sorride appena, annuendo e dandomi una pacca fraterna sulla spalla. Lo lascio alle sue cose, mentre io decido che forse sarebbe il caso di assistere ai festeggiamenti dell'Exodus Day. Sembrano passati secoli dall'ultimo. Dei...ho bisogno di bere...

mercoledì 14 agosto 2013

Peace of Mind

Ho chiuso personalmente Black ed i suoi bastardi nelle celle del penitenziario della Water Valley: non vedranno altro che neve e neve nera di Vulcano quei bastardi per i prossimi mille anni.

Rooster mi ha firmato il permesso, consegnato direttamente alla base del Nono Array a Flame. Mi lasciano uno shuttle, per rientrare rapidamente, con un ricevitore più potente del segnale cortex, qualora ci fosse bisogno di contattarmi.

Ad agosto la neve di Icewolf a malapena scricchiola sotto gli anfibi.
La gente ha già ammucchiato le prime due pile di legname in vista dell'inverno; a casa nostra le pile di legname sono state ammucchiate alte già da diversi mese. In un'altra settimana potrò ammucchiarne dell'altra.

L'ultima volta che avevo messo piede a casa Polaris non faceva parte della Confederazione ed il browncoat era solo un vecchio polveroso pezzo di stoffa; adesso ho i gradi dell'Esercito. Wolf scodinzola vicino al camino, abbaia rumorosamente quando metto piede dentro casa; Lynx mi guarda con indifferenza, tornando a dormire sopra un'asse di legno della parete.

Il Browncoat l'appendo su qualche chiodo senza troppa cura, però resta appeso.
Mi prendo qualche minuto per guardare il grande salone di quell'abitazione bassa, di un solo piano ed una grande dispensa seminterrata. Il sole non è ancora calato e non c'è nessuno. Mi riscaldo vicino al camino, guardando Wolf che scodinzola aspettando le coccole. La sigaretta, l'ultima da Bullfinch, fumata piano.
Calma e Pace. Il Browncoat.
Polaris è indipendente, Saint Andrew è indipendente. La mia gente, mio figlio, sono liberi.
Se mi ritiro adesso nessuno potrà biasimarmi. Ho fatto il mio dovere.
Il Browncoat.
Il foro in faccia a Bolivar.
Jack in mano ai Pirati.
Ragazzini come John e Cortes.

Non riesco a smettere. Si può smettere di fumare buttando la cicca nel caminetto. Non si può smettere di combattere buttando il fucile nello sgabuzzino.


"Daddy, quando tornano i Browcop."
Eolen e Hust rientrano al calare del sole, dal villaggio vicino. Olvir gioca con la mia barba, che per poco non me la spelacchia tutta.
"Presto boy. Adesso hanno tanto da fare. Siamo diventati liberi."
"Tu e Jack avete preso a calci i Culi Blu. Mummy dice che Jack prende a calci i Culi Blu più meglio di te."
"'Meglio' Hust! 'Meglio', non 'più meglio'!"
Eolen di tanto in tanto lo corregge, negli strafalcioni del piccoletto. 
"Mummy bacchettona!"
Me lo confida a voce bassa, ma non abbastanza bassa da non farsi sentire anche da Eolen, che sorride. 
"Marmocchio insolente."
Noi due invece ridiamo.
Mi chiede di raccontagli delle nuove storie. Glie le racconto. Lynx fa le fusa sulle gambe del piccolino: non so come faccia quel gatto ad aver assunto le dimensioni di un cuscino.
Gli racconto della nave spaziale con un forno a legna a posto del timone; dei farabutti che volevano affondare la Leviathan con una flotta di piccole navi. Gli racconto di Cortes che non sa contare. Alla fine Olvir si addormenta. Lo sistemo a letto.
"Hai qualcosa da proporre per il resto della serata, Signora Wright?!"
"Hust sta dormendo..."
"E allora facciamo piano. Noi abbiamo del lavoro arretrato."
La prima notte passa leggera, così come le notti a seguire.
Olvir si taglia un dito mentre gli faccio vedere i miei coltelli, oppure gli sbatte la corda dell'arco sul naso. All'inizio piange, poi mi guarda angustiato, ma poi ritorna sorridente. Eolen dice che è ancora piccolo e forse ha ragione.

E' pesante il Browncoat e sono pesanti i saluti.
Quando torno a Flame con lo Shuttle non mi viene segnalato nulla, se non la presenza della Leviathan e di Bolton, venuto a riprendersi il suo migliore amico di sventure.


Hale e Mundor catturati.
Flame e Timisoara bombardati.
Sono già in volo quando mi arrivano le notizie.
Sono sicuro che loro non erano a Flame...non avrebbero avuto nessun motivo di essere a Flame.

domenica 4 agosto 2013

Revenge

E' presto: sono le quattro e mezza.
Cortes non si è svegliata ed io non l'ho disturbata questa mattina.
La plancia della Leviathan è deserta, così come il ponte. L'equipaggio è sull'Almost Home, o forse nelle proprie cabine. Parte delle cabine dei passeggeri allestite a celle di detenzione per i trasporti dei prigionieri: dei tre prigionieri. Una sigaretta tra le labbra, tabacco buller.
"Qui Sharpe, richiesta di rinforzi nel quadrante quattro del confine. Siamo sotto attacco!"
Una profonda boccata di fumo. Mi avvio in direzione della stiva vuota, piena. Tutto è pronto per partire.
"Dei! E' morto?"
"Non ancora Red Wright! Devo portarlo in sickbay."
Bolivar coperto di sangue ed un foro nel cervello. Non è grave dice Adler. Come può un proiettile in testa non essere grave. Dei!
Controllo nuovamente la disposizione delle casse e il blindato sistemato ad un angolo della stiva, coperto dal telone nero completamente. Altro fumo che si solleva nella stiva disperdendosi in aria.
"Rooster! Dove diavolo è Rooster?!"
Catturata. In ostaggio. I pirati vogliono trattare. Adler dovrà fare un miracolo e pregare i suoi Dei e quelli di Bolivar se lo vuole riportare qui in piedi. Rooster potrebbe essere già stata uccisa da quelle bestie. Ah! Figli di puttana. Il tempo delle trattative è finito. Moriranno e moriranno tutti. Morirà Black, sua sorella e tutti fino all'ultimo cane che si portano dietro. Le loro navi saranno distrutte una dopo l'altra. Hanno ucciso Bolivar ed hanno ucciso Jack - perchè hanno ucciso anche lei, lo so. Inchioderò i corpi di quei bastardi sulla prua della Leviathan allo stesso modo dei Marauders. E consegnerò i loro corpi bruciati a quella puttana di Ward.

sabato 6 luglio 2013

Carry out

Vandoosler mi segue fino all'Almost Home aiutandomi a mettere Oxossi sul lettino della Sickbay; lasciarlo in quella radura l'avrebbe ucciso con una certezza matematica.
No, probabilmente riempire nuovamente il Linx dei Ravens con i perforanti del gatling avrebbe significato la morte di tutti quegli uomini.
Lasciarne uno vivo, almeno uno, per farci dire dove tenevano il carico.
Fuck! Che cazzo dico!?
Al diavolo quel corer di Stanton e la sua ciurma di sbarbatelli corer, a fare gli eroi nel 'Rim.

Hale e Vandoosler restano nella sickbay neppure temessero che Bone venisse soffocato nel sonno.
Non ho nessuna intenzione di restare in quella infermieria un secondo di più.

Tu ti saresti arreso Red Wright?
Io non mi sari arreso e non avrei consegnato nessun'arma.
E allora perchè avrebbero dovuto farlo loro?
Perchè la nostra causa vale più dei quattro spicci in mano a dei contrabbandieri.
Perchè te l'hanno ordinato.
Io sono un soldato e tu, testa di cazzo, sei solo...la mia testa.

Per tutti gli Dei, ora ci mancava che prendo a parlare da solo.
Mi dispiace per Oxossi; dannazione. Ma questo non avrebbe comunque cambiato nulla.

Quel che va fatto, va fatto.

Wright carrying Home.
Wright throwing out.

martedì 25 giugno 2013

War can wait another day

"Voi fuori a divertirvi, ad incontrare Eric Rose, l'Ammiraglio Eric Rose, ed io qui a grattarmi le chiappe!"
Bolton borbotta in uno shijiano stretto, offeso per non essere stato coinvolto.
"Ci hanno sparato addosso!"
"Si ma hai guidato la Leviathan!"
"Mark uno e lanciasiluri avanzati!"
"Avanzati?"
"Avanzati!"
Bolton ha improvvisamente dimenticato di essere offeso. Si alza dalla postazione sensori e mi rifila un pugno sulla spalla. Euforico.
"Ora sì che si ragiona! Ah Ah! Glie li apriamo quei loro fottuti culetti blu!"
"Fuck Harry! Fuck! Scateniamo la violenza! Violenza! Abbiamo la potenza!"
Erano anni che non mi facevo prendere in quel modo dall'entusiasmo. Eric Rose. L'ultima volta che lo vidi era alla sua evasione, quando lo risparmiammo a Fargate. Ed ora è lì, con noi.
"E' un onore riaverla con noi, Signore!"
Con noi a fare la guerra.
"If the wild bird could speak"
"She'd tell of places you had been"
Attacchiamo: stonati, senza vergogna.
"We were cautioned to surrender"
"This I could not do"
Non ci importa.
"Their brands were still on fire and their hooves were made of stee"
"Their horns were black and shiny and their hot breath he could feel "
L'equipaggio non può dormire stasera. Non con il Polaris in guerra, con Bullfinch che resiste, con i vertici che si incontrano, per un nuovo Exodus Day.
"With pale affright and panic flight"
"Shall dastard Bluejacks base and hollow"
Per ore, fino all'alba. Senza toccare alcol, con la gola che si disseta di speranza.
"For six long years I've been in trouble"
"no pleasure here on earth I've found"
Finchè non è l'alba.
"Don't waste your time"
"Or time will waste you."
Stanchi e stremati, quando l'equipaggio comincia a svegliarsi, noi ci buttiamo sulle nostre brande. Faremo trincee e organizzaremo la resistenza contro le Bluejacks. Domani. Questa notte siamo lupi che ululano alla luna.

Ballate:
Polly Wright
Il canto dei non arresi
Ghost Rider in The Sky
Blackrock Brigade
The Hobo Song
Knights of Cydonia

mercoledì 19 giugno 2013

Blood Traders

Al reverendo di Timisoara serviva qualcuno che gli spaccasse la legna, così mi sono offerto di spaccargliele. Non me la sono sentita di chiedergli soldi. Con quello che sta arrivando meglio che si tenga più soldi possibili.

La solita bettola lungo la Main Street: whiskey annacquato e carne di cavallo. E' particolarmente buono. Il saloon è pieno di browncoat armati. Gente dell'Ammiraglio Eric Rose probabilmente. E' giunta voce che un paio di Firefly siano atterrate fuori Timisoara nella mattinata per fare rifornimenti e tornare nello spazio a pattugliare i confini del Polaris.

Due doppie porzioni finiscono in fretta. Sono sazio. Mi fermo dei minuti e mi accendo una sigaretta: una Serenity.
"West."
Prima di riprendere il whiskey e riempire il bicchierino.
"Non mi offri da bere, Wright!?"
Mi giro lentamente, osservando il tizio che si siede di fianco a me. Il fianco sinistro del viso è nascosto in parte dalla benda che ha sull'occhio. Barba nera lunga due dita, sigaro spesso, di Greenfield, tenuto tra i denti. Il Browncoat addosso con i gradi di Ammiraglio.
"Fuck! Certo Signore, agli ordini Signore!"
Un Ammiraglio sudto di fianco a me. Il tizio dietro al bancone prende un bicchierino mentre io velocemente lo riempie. L'Ammiraglio boccheggiando il sigaro con aria dura, ad un certo punto scoppia a ridere. Lo guardo. Una faccia conosciuta.
"Ma che cazzo Wright. Non mi riconosci?"
"Si...cioè no. Tu sei morto."
Lui scuote il capo. Si tocca la guancia ad indicare la benda sull'occhio. Finalmente realizzo. Il sorriso si allunga per tutta la faccia.
"Cazzo Rex..."
Al diavolo i gradi. Alexander McAllister, figlio del Tenente McAllister.
"...credevo che tu fossi ad Oak Town con la tua famiglia."
Ci stringiamo le mani, due colpi sulle spalle. Lui ha due anni meno di me, ma ormai la differenza d'età non si nota più. Lo vidi per l'ultima volta al funerale del padre, alla fine della guerra.
"Ed io che tu stessi marcendo a Fargate."
"Ed invece eccoci qua su questo pianeta di vaccari. Avanti, spiegami come cazzo fai ad essere Ammiraglio mentre io sono solo un Capitano."
Se la ride. Il fumo che si solleva dalle nostre teste.
"Pochi mesi dopo il funerale di mio padre, mia madre è morta. I dottori dissero che fosse per via della morte di mio padre...il cuore non ha retto."
"Alcune persone non possono vivere separate."
E' una storia che conosco bene.
"Lo penso anche io. Comunque...decisi che mio padre non poteva essere morto invano e che come ultimo McAllister dovevo tornare a combattere. Ho cercato ciò che era rimasto del quindicesimo reggimento. Tra Blackrock, Sturges e Serenity Valley pochi erano i vivi ancora disposti a combattere. West era nella tua squadra se non mi sbaglio."
"E' vivo?"
"E stronzo, si."
Una bella notizia da anni. Sorrido ancora. Gli faccio cenno di continuare.
"Cinque piloti, due macchinisti, un squadra di quindici uomini, Wright. Venni a cercare anche te e Bolton ma non vi si trovava. Quando vi raggiungevo su un pianeta voi eravate già decollati. Non ho mai capito come facevi a scomparire nel nulla una volta che salpavi. Anyway...rubammo due Avenger alla base di Goldera; una la smantellammo per rivenderla e con i soldi acquistammo due Firefly. Le abbiamo armate. Ed abbiamo ripreso a fare la guerra sul confine. Gli alleati che si arrendevano venivano abbordati e fucilati, quelli che non si arrendevano esplodevano nello spazio. Ciò che si vendeva a Safeport ci garantiva autonomia nello spazio e quattrini per comprare medicinali.
Per qualche attimo sento gli occhi lucidi, orgoglio e rispetto per quel ragazzo che è diventato uomo. Che si è fatto strada da solo e senza imboccare la strada facile della pirateria. Rex non si vanta, neppure suo padre si vantava mai.
"L'Ammiraglio Renshaw ci ha trovati e ci ha arruolati. E mi ha dato il grado di Ammiraglio. Quando ti hanno arrestato la prima volta ed il tuo nome è finito sulla rete cortex avevo intenzione di venirti a prendere, ma dannazione...stai con Rooster. Chi non vorrebbe essere nell'equipaggio di Rooster.."
E senza motivo mi rifila un pugno alla spalla. Altra risata. Altre boccate di fumo.
 "Ed eccoci qua Rex: a fare di nuovo la guerra su Bullfinch. Voi restate in aria giusto?"
"Aye. Noi restiamo nello spazio. Quando finirà lì se il Comando ci manderà a terra, ci rivedremo a terra Wright."
Il resto della discussione procede lenta, leggera. Due fratelli rimasti lontani anni. Io ho una moglie ed un figlio. Mi ha mandato a fanculo perchè credeva che lo stessi prendendo per il culo. Poi alla fine se n'è convinto.
"Tieniti stretta la pellaccia Wright. Il tuo piccoletto ha bisogno di un padre."
"E tu tieniti stretta la tua, McAllister. Io a Greenfield per seppellirti non posso venirci."
Lui esce fuori dal saloon, io lo seguo fuori per poi seguirlo con lo sguardo finchè non prendono i cavalli e si allontanano.
"Blood Traders."
Ripasso a mente il nome della sua cellula.

sabato 8 giugno 2013

Delta Echo

El Paso. Non ci mettevo piede da un'eternità. E mi ero dimenicato del fottuto caldo di Greenfield.
Cheap Roses, il nostro punto d'incontro, un fottutissimo locale con puttane di ogni razza.
Come d'accordo mi prendo una puttana di mio gusto e la seguo alla stanza privata del piano superiore, la numero 4.
"Perchè non ti togli quella giubba marrone, biondo. Fa caldo."
"Preferisco di no."
E' una giovane donna, venticinque anni al massimo; una delle più vecchie. Ha un corpo fantastico, coperto da qualche filo di stoffa sintetica.
"Come ti chiami ragazza?"
"Linn. Mary Linn."
Si avvicina e si struscia; io sudo come un accidenti. E' talmente bella che potrei quasi ricascarci
"Che Thor mi fulmini."
Mi alzo in piedi, la scanso malamente buttandola sulla poltroncina. Prendo una sigaretta e la fumo velocemente.
"Senti, biondo. Ne ho le palle piene di psicopatici come te. Io sto lavorando, voglio essere pagata. Se non mi vuoi scopare perchè non ti si alza il cazzo, sono cavoli tuoi non miei."
Sembra offesa; e non sembra che mi abbia riconosciuto. Facile che non sappia con chi abbia a che fare. ma se così non fosse non posso permettermi di abbassare la guardia. E poi...
 "Forse è meglio se ti rivesti."
Non ci lasciano altro tempo da soli, presto due donne entrano dall'ingresso della stanza. Una puttana ed una donna col browncoat addosso.
"Voi due puttane potete anche togliervi dal cazzo."
Le guardo sull'ingresso. La pelle bruciata dal sole e delle cicatrici evidenti sul volto. La parlata della gente di Greenfield. Le mi lancia un breve sorriso, strizzandomi l'occhio. Lascia un bel pò di dollari alla ragazza che l'ha accompagnata.
"Per stasera avete finito di lavorare."
Ed infatti quando le due puttane contano i soldi, tutte contente escono dalla stanza e chiudono la porta alle loro spalle.
"Non ci sentirà nessuno."
"Sicura?"
Lei annuisce.
"Primo Ufficiale Kara Simons, codice di identificazione Delta 877847 Echo 9907."
Controllo la sua identità. Codice di identificazione di un ufficiale la cui nave è in contatto col comando indipendentista e l'appartenenza ad una cellula affiliata.
"Ammiraglio Jacob Fire. Per tutti gli dei, Fire. Era un fottuto artigliere col grado di soldato semplice a Sturges."
"Renshaw l'ha promosso, Capitano Wright. A Serenity Valley ha salvato trecento uomini."
Negli occhi della donna leggo una totale ammirazione verso il proprio comandante. Mi strappa un leggero sorriso. Lo sguardo di quella donna mi ricorda il mio.
"Well. Ora dimmi, Soldato: mi hai detto che avevi qualcosa di importante da dirmi e che non potevi muoverti da questo pianeta. Io rischio parecchio a stare su questo pianeta e rischi anche tu, perciò chiudiamo la cosa velocemente."
 "Lo so Capitano. Buffalo Country, nord di India. Latitudine 50 nord, longitudine 20 est. Chiave: FottutiCuliBlu. Memorizzato?"
"Memorizzato; una chiave facile da ricordare. Ma cosa dovrei farci con tutto questo?"
"E' un bunker, Wright, costruito all'inizio della guerra per consentire alle navi dell'Esercito Indipendentista di atterrare e di organizzarsi per incursioni da terra. Non è mai stato ultimato e quando la guerra non si è spostata su Greenfield, è stato abbandonato. ma gli accessi sono sicuri, e può contenere fino ad un Heavy ed un Medium. Noi l'abbiamo usato per le incursioni nel Dorado ma ora il Comando ci ha trasferiti nel Dao. L'Ammiraglio Fire ha pensato che potesse servire più a voi che a noi adesso."
Ho tutto in testa. Coordinate e password. Annuisco.
"Chiaro Primo Ufficiale Simons. Vi ringraziamo."
Lei fa un saluto militare quasi perfetto.
"Porta i nostri omaggi all'Ammiraglio Rooster."
Ripeto il saluto un pò meno preciso tuttavia.
"Fate del vostro meglio. I nostri omaggi all'Ammiraglio Fire."
L'incontro non dura ancora molto. Con mezz'ora di scarto abbandoniamo lo streep club. In giornata andrò a fare un salto ad Oak Town e poi magari al punto indicato da Simons.

domenica 2 giugno 2013

Time out

Cancello. Strappo e getto via.
Ho spezzatto tre pennini. Fottuti pennini.
Comunicato uficiale...Due effe dannazione. Ufficiale.
"Mi hai chiamato Red?"
Sollevo lo sguardo su Bolton, lo guardo per una manciata di secondi. Unification dag day; continuo a scrivere.
"Ricordami un pò Harry. Ti ho mai chiesto qualcosa? Di personale intendo."
Bolton si avvicina al tavolo della cambusa dell'Almost Home e si siede. Picchietta la mano sul tavolo.
"Rinunciare alla Dick Frick conta?"
"Quello non c'entra un cazzo! Ad esempio: perchè hai iniziato a viaggiare con me?"
"Pagavi bene."
Un ghignetto leggero sul viso di Harry. Vi è stato ripetuttot ripetuto più volte. Io continuo a scrivere.
"Perchè hai fatto la guerra con me?"
"Ti saresti fatto ammazzare senza di me. E a Sturges infatti ci sei andato vicino."
"E perchè anche adesso stai con me?"
"Ho scelta Red? Ci hanno lasciato una scelta? Tutto ciò che mi resta è questo Browncoat e voi."
Sollevo lo sguardo ancora una volta dal foglio. Ritirate le vostre truppe. Lascio la penna sul tavolo. Mi accendo una sigaretta. Una di quelle schifose Black Mamba.
"Eolen aspetta un figlio."
"Quella puttana! Io te l'avevo detto che...ah...no no puttana non in quel senso. Non intendevo Red scusami..."
Mi sarei dovuto incazzare, eppure scoppio a ridere. Rido mentre Bolton cerca di riprendersi dalla figura di merda appena fatta. E quando ci riesce mi rifila una pacca sulla spalla.
"Congratulazioni. Hai già pensato come chiamarlo?"
 Scuoto il capo.
"Non è questo il punto Harry. Non ti ho mai chiesto niente, fino ad ora."
Bolton serra la mascella e deglutisce. Affila lo sguardo di quel suo unico occhio su di me come se volesse leggermi nel pensiero. Annuisce, capisce.
"Farò quello che è necessario. Te lo prometto amico mio. Ma anche tu ora fà quello che è necessario. Sei il Primo Ufficiale e Comandante in carica finchè non torna..."
"E se non tornasse?"
"E se io adesso ti spacco il naso? Lei tornerà. Ed ora finisci di scrivere quella roba."
"Ja, hai ragione. Ho finito, portalo a Sharpe; così ci da una sistemata."

martedì 21 maggio 2013

Midnight

Mi aveva fatto fare il giro dell'Almost Home, tanto tempo fa.
Ora l'accompagno all'altare. 
Guai a te, Ritter; guai a te.

La guardo da lontano, tra gli altri Browncoat, in ciò che è rimasto della mia famiglia.
Hanno la benedizione di Thor: nessun legame mortale potrà dividerli.
L'occhio di Odino veglierà su di loro. Gli antichi Dei veglieranno su di loro.

Devo stringere i denti ancora un pò. 
Poi potrò andarmi ad allungare in cabina.
Il fianco mantiene. Ancora un pò.

La nave è vuota, silenziosa.
Guardiano solitario di un equipaggio fantasma.
Sterling mi perdonerà; non mi piacciono gli antidolorifici.

E' notte fonda quando Eolen rientra nella nave per assicurarsi che non mi stia amputando la spalla dolorante.
Domani mattina riparte con la Dick Frick per St. Andrew.
Ha conosciuto l'equipaggio, mi è stata accanto durante la degenza. Ma ora sto bene.

Riparte lei; va via Sterling.
E con lei Cecilia.
Un pilota con un'ascia.
Chi le ha messo in testa di tirare le ascie in faccia alle persone!?
Zio Red che mangia gli orsi.

E' stato bello fare a meno della guerra per un pò.

martedì 14 maggio 2013

End of the way

In due in un Pod.
L'aria è sufficiente per durare pochi giorni. Ma i giorni non esistono nel nero dello spazio vuoto. L'unica compagnia dei detriti vaganti della Legion, che salutano oltre l'oblò. Il segnale di SOS si espande come gocce d'olio in un oceano. Inutile come sperare di trovare un ago in un pagliaio.
Bolton legge una piccola bibbia in silenzio, senza parlare. Di tanto in tanto mi guarda per molti secondi, ma non parla. Si consuma meno aria se si resta in silenzio.



Oltre l'oblò si può vedere il Dorado immobile, dai raggi filtrati dalle paratie del guscio di salvataggio. Il pad è quasi completamente scarico. Buttato nella tasca del browncoat lasciato ad un angolo della piccola branda sulla quale nessuno si allunga.



Ho contato le cicatrici delle braccia. Settantaquattro. Non mi ricordavo che arrivassero dai polsi fin sulle scapole. Bolton accenna al Testamento del pod; nessuno di noi ci si avvicina. Le targhette militari appese al collo saranno l'epitaffio della nostra tomba.


"Vuoi che ti spari in testa Red?"
"Non morirò suicida."
"Non è bello morire soffocati."
"Non mi sparerò in testa."


L'aria è quasi finita. La scorta di cibo ormai sul finire. Recupero da dentro il coat una fiala di terra scura, raccolta nelle paludi nere di St. Andrew. Acqua per creare una soluzione grigia. Mischio tutto in una bacinella. Poi mi sfilo la canottiera.
"Ne vuoi un pò Harry?"
"Lascia perdere Red."
Poco male.
La canna della python è utile per guardare il mio riflesso.
Immergo le mani nella soluzione per impiastrare le dita di quel terriccio scuro. Intorno agli occhi, sulle tempie e sulle guance. Poi altri simboli intorno al tatuaggio di Thor, scendendo per tutte le braccia. Infine il petto. La cicatrice lungo il ventre diventa un intreccio di ideogrammi. Il cuore assume una strana forma sul petto. Bolton mi guarda perplesso e confuso. E' la prima volta che mi vede così. Sa cosa significano quelle pitture, anche senza riconoscerne i simboli. Un'ora dopo sono pronto e la canottiera coprirà solo parte di quei segni.

martedì 16 aprile 2013

Family affairs

"Avanti Harry! Riporta la tua roba in cabina."
"Non ti basto più io, Red!? Da quando hai bisogno di un terzo pilota?"
"Per tutti gli Dei, Harry! Non ho forza per sentire i tuoi piagnistei."
"La plancia non è così grande per tutti e tre. Ed io sono di troppo."
"Ma se te ne vai tu, chi mi dice che sono una testa di cazzo?"
"Beh, non sono affari che mi riguardano. Sono sicuro che Renshaw avrà bisogno di un pilota d'esperienza come me."
"Se pensi che una volta a bordo con l'Ammiraglio, potrai continuare a bere ottima vodka ed avere abbastanza ore libere per andare dalle puttane del Jackmark, ti conviene portarti dietro qualche cassa ed un paio di dozzine di fotografie di belle donnine."
"Va bene Red, ma solo perchè senza di me saresti un uomo perso."
"E ricordati di pulire i cessi: è il tuo turno."
"Sei una fottuta testa di cazzo, Wright!"

giovedì 11 aprile 2013

Chi dorme è perduto

Non dormo da un'eternità.
Nonostante i turni di cinque ore che ci scambiamo io ed Harry, perdo il sonno ad intervalli di una o due ore. Controllare che tutto prosegua bene, controllare che la rotta sia giusta.
"Hai bisogno di dormire Red."
"Ho dormito abbastanza."
"Ci sono i sonniferi nella sickbay; allungateli con un bicchiere di vodka."
Ci rifletto: non tocco alcool da secoli.
"Siamo vicini al border, Harry. Non posso calarmi quella roba."
"Devi riposare."
"Cambio di turni Harry. Ci scambiamo la plancia tra cinque ore."
"Red devi..."
"Non discutere."
"Sei una testa di cazzo, Wright. Sei una grandissima testa di cazzo quando non ragioni."
Lui va via ma non lo guardo; mi metto semplicemente ai sensori avanzati della Dick Frick ed osservo i dati vuoti dello spazio nero che ci circondano. Crollare a terra con una bottiglia di rum, per ore. Non è questo il mio ruolo. Jack è lì, col polmone bucato e con una gambe oltre il velo. John e Schmidt che riempirebbero di tritolo i culi di ogni fottuto vaccaro del Black Oak ed Hale da solo a badare che non facciano cazzate. Ed nell'Almost Home con Sharpe. Solo due piloti. Riposare...riposerò quando sarà il momento. Siamo in guerra: in guerra si dorme con un occhio aperto e con il fucile in braccio; con le orecchie tese ad aspettarsi il fischio di un siluro da un momento all'altro. Chi dorme è perduto. Chi si distrae è perso e chi non si guarda le spalle è morto. Ed ho ancora troppi motivi per non crepare.

Bisogna trovare una fottuta rotta più rapida per raggiungere Greenfield. Posso sempre contare sul tabacco e sul caffè però.

martedì 26 febbraio 2013

To Finished

Sulla Badass e sull'Hyperion si festeggia stanotte.
Si ubriacano e festeggiano per aver sfondato il culo ai maledetti Culi Blu, per aver fatto capire loro che significa rompere le palle nel 'Rim ai rimmer.

E' una vittoria, schiacciante come era schiacciante la superiorità numerica di navi ed armi dalla nostra parte. Eppure non riesco a ubriacarmi e gioire come tutti quanti loro.

Penso ad Halley, a quella lamina di metallo della Gixus One conficcata nel suo petto.
Sua moglie e sua figlia sanno che quell'uomo è morto da eroe, combattendo per l'Indipendenza. Ma è morto.

Harry maneggia una delle piastrine che Fanya aveva appeso al petto. Nessuno dei due parla, ci limitiamo a far strada all'Hyperion e a riportare i due Avengers su una rotta sicura verso Safeport.
"Finirà mai tutto questo, Red?"
Bolton rompe il silenzio, quel silenzio durato chissà per quante ore.
"Finirà."
Un leggero pugno sulla sua spalla, un sorriso stropicciato. E poi di nuovo il silenzio nella plancia di comando.

domenica 27 gennaio 2013

Smoke

Il vecchio di Hall Point è sparito, la sua bancarella ripulita e sostituita da un nuovo, giovane e sbarbatello, lacchè dello Skyplex. Trafficava tabacchi a basso costo diversi dalla Starscreapers: la cosa gli è costato il posto, almeno.
"Ehi Capitano! Vieni a trovarmi qua giù solo quando ne hai bisogno!"
"Jò, venire in questo buco di roccia per annusare il pessimo odore di questa merda piace a me non più di quanto piaccia a te."
Jo Facciadicane lo chiamano.  A Sunset Tower non c'è una nave cargo che non abbia trasportato per lui almeno un carico di pessimo e ammuffito tabacco 'rimmer. Noto strozzino della Baraccata, dicono che abbia un bel po' di fucili puntati dietro al culo e che gli abbiano già scavato una fossa in attesa di riempirla. Sono però almeno dieci anni che è più in salute della gran parte della gente che lo vorrebbe morto.
"Che fine hanno fatto i due Carson? Non te li sei portati dietro questa volta."
Il vecchio ride. Io sento che la mano potrebbe estrarre la python da un momento all'altro.
"Posso indirizzarti sulla loro strada quando ti pare, Jo."
Jo si alza e con passo claudicante si piazza di fronte a me. L'età ed il pancione di chi si è impigrito sugli agi del denaro lo rendono poco credibile quando si rizza sulla schiena e assume un'espressione seria, di sfida. I quattro scagnozzi nella stanza stringono il fucile delle automatiche. Potrei sentirne la canna fredda sulla schiena anche a metri di distanza
"Sei sempre stato un tipo piuttosto simpatico. Sono contento di rivederti qui."
Sorride: orrendi denti gialli che si alternano con placche d'oro.
"Facciamo in fretta."
Apre il braccio, mi fa cenno di seguirlo.


Avevamo lasciato il campo militare su Shijie da poche ore per raggiungere la Stazione Spaziale Indipendentista al confine con i mondi centrali. Insonne e nervoso; avevo deciso di passare la notte in giro per la Tomahawk.
"Nervoso Soldato?"
"Snervante."
"Ah, quindi non vedi l'ora di riempire di piombo qualche Culo Blu."
"A quello ci pensate voi. Io sono solo un pilota."
L'uomo si sfila dalla tasca un pacchetto di sigarette, offrendomene una.
"Senza piloti, avremmo perso in partenza, Soldato..."
"Wright."
"West."
"Grazie ma non fumo..."
"Avanti, che non saranno di certo queste ad ucciderti."

"Ti ho chiesto quale cazzo di tabacco vuoi, Capitano!"
Scuoto la testa, massaggiandomi la fronte sudata. Siamo già arrivato nel magazzino del trafficante, senza quasi accorgemene.
"Black Mamba dieci, un chilo. E..."
Un pacchetto nero, con l'inconfondibile C marchiata sul pacchetto.
"...ed un paio di Serenity."
"Fumi ancora le Cheltenham, Wright?"
"Non saranno di certo loro ad uccidermi."
Il trafficante mi guarda. Lo fa per pochi secondi. Poi prende i due pacchetti neri e me li passa.

martedì 11 dicembre 2012

Seven

Sei, forse sette.
Ho perso il conto.
Sono le tre. L'ho chiesto al secondino. Ho dormito tutto il giorno; ed ora sono le tre. Quelle fottute pillole di Varela hanno funzionato. La testa è leggera. 
Sette ore e sono libero.
Sette. Ho questo fottuto sette in testa. Lo sapevo che mi avrebbe rincoglionito questa roba.
Seven deadly sins
Mother Mary; Victory. Esorcizzavano un gruppo di donne e ragazze. Avevano ballato scalze nel bosco. Ho assistito a quella fottuta carneficina. 
Seven ways to win
La filastrocca è rimasta qui, in testa e queste fottute pillole me la stanno facendo tornare in testa. Fuochi e pali; legna e carne che arde.
Seven holy paths to Hell
Il sette è un numero che ho sentito molte altre volte. Soprattutto dai cristiani. Dicono che sia un numero sacro, perfetto. C'è chi dice che sia un numero che racchiuda il sacro ed il demoniaco. Non c'ho mai capito nulla. Troppo complicati questi cristiani. Troppa filosofia dietro alle loro preghiere.
And your trip begins
Eppure resta in testa. Sette mesi fa ero solo un reduce, senza nave e con solo troppe cicatrici addosso.
Seven downward slopes
Ho incontrato Jack, pensavo che fosse un uomo Jack Rooster. Credo che quando la chiamai "bellezza" c'abbia messo un bel pò d'autocontrollo per non staccarmi la testa a calci.
Seven bloodies hopes
Abbiamo affondato i Raptors alleati; S.S.Alaska e Almost Home. E' ricominciato tutto; di nuovo un soldato dell'Indipendenza.
Seven are your burning fires
La prigione; i medicinali su Blackrock; il furto dell'Almost Home; la guerra delle Rose; la liberazione di Eric Rose; la distruzione della Hunter's League. Soldato, Caporale, Comandante.
Seven your desires...
Ne abbiamo passate tante, sono passati tanti mesi e sono passati molti soldati nell'Almost Home. Ed io resto ancora qui, insieme ad altri. L'indipendenza e la libertà. Le bramiamo, le desideriamo.
I cristiani parlano di sette sigilli che libereranno sette angeli. Chissà a cosa si riferiscono veramente.

Tanto ormai tanto vale prendere un'altra di queste pillole. Mi risverglierò domani, quando sarò nuovamente libero. E allora si...sarà si l'Apocalisse.

sabato 17 novembre 2012

Fucking drink

Ho perso quattro uomini.
Ho perso una nave.
Abbiamo perso un carico.

Doveva filare tutto liscio ed invece è stata una carneficina.

Devo bere...

domenica 11 novembre 2012

March

La faccia sotto l'acqua bollente prima che della schiuma da barba venga messa su ambedue le mani.
Le mani vengono sfregate e poi massaggiano il viso, ruvido di una barbetta di qualche giorno, poco meno di una settimana.
"E' arrivato il Tomahawk, Red. Ed indovina un pò?! Salpo anche io con te, fratello, nel quindicesimo. Si va in guerra!"
Il livido ancora sul viso, il naso che si muove mollemente seppure non dia più quasi nessun problema.
"Hai visto Harry? Te lo dicevo che ti avrebbero preso anche se sei un fottuto nano!"
Occhi spenti e stanchi. Un flacone di Zaleplon lasciato come al solito da Bolton sul lavandino del bagno della Dick Frick.
"Mia madre mi ha inviato un pacco con due cappelli di lana nuovi nuovi. Li ha cuciti lei. Ha detto che uno è per te, così che se sentiamo freddo in accampamento, ce li ficchiamo in testa sotto il caschetto."
Afferro il flacone e butto due pillole sul palmo. Per fortuna che le occhiaie si nascondono bene per via dell'ematoma.
"La signora Bolton sa che staremo in plancia di comando e che lì fa caldo?"
Scuoto la testa e rigetto le pillole nel flacone. Lo rimetto a posto.
"Si ma siamo soldati. Metti che finiamo sotto qualche trincea."
La lametta viene sciacquata prima che schiuma e peli duri vengano tolti via dalla faccia. Movimenti meccanici, ripetitivi. Sguardo spento sul riflesso pallido appeso allo specchio.
"Mia zia mi ha mandato due tegami di cinghiale arrosto. Dice che ce n'è abbastanza per la prima settimana. Poi ce ne manda dell'altro."
L'acqua scorre sulla lama, portando via schiuma e barba.
"Tra mia madre e tua zia, Red, fare la guerra sarà una passeggiata!"
Una approssimativa passata di contropelo, prima di finir di pulire la lametta.
"E quando torniamo le donne vorranno tutte accarezzare le nostre ferite di guerra."
Il viso vien gettato sotto l'acqua fredda, pulito. La lametta rimessa a posto.
"Hei che tu devi pensare a Mona. Quella donna lascerebbe il bordello per te, se solo glie lo chiedessi."
La targhetta militare, due targhette identiche appese alla stessa catenella di metallo e che scendono sul petto.
"Io resterò scapolo a vita, Harry. Tu piuttosto, appena finisce 'sta maledetta guerra, vedi di sposarti con Fanya. E non fare lo stronzo come al tuo solito."
Panno in faccia e canottiera nera sul petto. Due schiaffi sulle guancie ed il bagno che viene lasciato alle spalle. Sarà una passeggiata. A walk, a march...a corpses' march.

martedì 30 ottobre 2012

Heavy

Di nuovo il comando e di nuovo una nave che sta per essere affondata.
La mia disattenzione poteva costarci la vita.
Eir ha saputo gestire la situazione meglio di me, un coniglio impaurito appena perde la percezione del terreno. Una fottuta forza relativa con la gravità, alla quale non riesco a fare a meno, nonostante siano anni che viaggio su una nave, attaccato al suolo da una gravità falsa come le tette di una puttana d'alto borgo.
Jack è via, Bolton l'accompagnerà con la Dick Frick.
Non sono passati che una manciata di giorni.
Il Comando.
C'è gente che la brama, che la ricerca con tutte le sue forze.
Comandare.
Un verbo che alletta il palato di troppa gente.
Una parola pesante ma cercata. Corrompe e corrode. La forza con la quale riempie la testa di innumerevoli decisioni in grado di salvare o condannare tante persone.
Io sono sempre stato molto bravo ad eseguire; al massimo guidare un manipolo di contrabbandieri a bordo di una nave. Non è come guidare una cellula di rivoluzionari indipendentisti.
Io e Sterling, insieme, alla testa dei Dust Devils. Solo l'idea mi fa passare la voglia di ridere: quando si hanno vite sulle spalle, la voglia di ridere passa.
Quando Jack tornerà, sarà fiera di noi. I culi blu non si sono liberato della loro spina del fianco...del loro chiodo nel culo.

lunedì 24 settembre 2012

La resa è il tradimento.

"Per questa volta ti è andata bene Red, ma la prossima volta evitate di fare gli stronzi solo in due."
Bolton sembra mia madre quando si impegna. Però ha ragione. Sembrava che fosse di nuovo tutto come anni fa, in guerra. I Marines e gli Indipendentisti. Ma questa volta c'erano solo fottuti mercenari pagati per far scorrere sangue.
E poi i fucili, le granate, il fuoco, le esplosioni. I cadaveri.
Non ci abitua mai a tutto questo; muoversi sul filo del rasoio rischiando la pelle ogni volta che si sente il tuono dei fucili che fanno fuoco. Non ci si abitua mai del tutto; eppure per noi sembra quasi normale.
Zoya è brava. E' stata un Phantom ma Jack sembra fidrasi abbastanza per averla portata qui sù con noi. Potrebbe essere un buon acquisto per i Diavoli. Potrebbe.
Ammaccature, graffi e ferite di poco conto. Tutta roba che in un paio di giorni non lasceranno neppure cicatrici evidenti. Nulla in grado di fermarci per continuare a fare il nostro dovere su questo pianeta. Non arriveranno i Marines, ma se lo faranno, non renderanno Bullfinch come Shijie o Shadetrack.

Ho bevuto alla salute dei compagni browncoat caduti oggi, ieri o l'altro ieri; di quale fazione dei Rose non importa. Sessantanove fino ad ora. Settanta uomini che ci tengono d'occhio e che si aspettano grandi cose da quelli come noi che sono ancora vivi. I milioni di altri compagni, morti durante la guerra, che si aspettano che le loro famiglie ancora su questo 'Verse abbiamo l'agnoniata indipendenza e libertà.

Non li possiamo deludere. Non possiamo tradirli. Arrendersi significa tradire.

E la guerra non aspetta gli uomini, perciò meglio che torni di sotto, sulla strada, a vegliare che la cittadininanza dorma un'altra fottutissima notte, tranquilla.