martedì 26 febbraio 2013

To Finished

Sulla Badass e sull'Hyperion si festeggia stanotte.
Si ubriacano e festeggiano per aver sfondato il culo ai maledetti Culi Blu, per aver fatto capire loro che significa rompere le palle nel 'Rim ai rimmer.

E' una vittoria, schiacciante come era schiacciante la superiorità numerica di navi ed armi dalla nostra parte. Eppure non riesco a ubriacarmi e gioire come tutti quanti loro.

Penso ad Halley, a quella lamina di metallo della Gixus One conficcata nel suo petto.
Sua moglie e sua figlia sanno che quell'uomo è morto da eroe, combattendo per l'Indipendenza. Ma è morto.

Harry maneggia una delle piastrine che Fanya aveva appeso al petto. Nessuno dei due parla, ci limitiamo a far strada all'Hyperion e a riportare i due Avengers su una rotta sicura verso Safeport.
"Finirà mai tutto questo, Red?"
Bolton rompe il silenzio, quel silenzio durato chissà per quante ore.
"Finirà."
Un leggero pugno sulla sua spalla, un sorriso stropicciato. E poi di nuovo il silenzio nella plancia di comando.

domenica 27 gennaio 2013

Smoke

Il vecchio di Hall Point è sparito, la sua bancarella ripulita e sostituita da un nuovo, giovane e sbarbatello, lacchè dello Skyplex. Trafficava tabacchi a basso costo diversi dalla Starscreapers: la cosa gli è costato il posto, almeno.
"Ehi Capitano! Vieni a trovarmi qua giù solo quando ne hai bisogno!"
"Jò, venire in questo buco di roccia per annusare il pessimo odore di questa merda piace a me non più di quanto piaccia a te."
Jo Facciadicane lo chiamano.  A Sunset Tower non c'è una nave cargo che non abbia trasportato per lui almeno un carico di pessimo e ammuffito tabacco 'rimmer. Noto strozzino della Baraccata, dicono che abbia un bel po' di fucili puntati dietro al culo e che gli abbiano già scavato una fossa in attesa di riempirla. Sono però almeno dieci anni che è più in salute della gran parte della gente che lo vorrebbe morto.
"Che fine hanno fatto i due Carson? Non te li sei portati dietro questa volta."
Il vecchio ride. Io sento che la mano potrebbe estrarre la python da un momento all'altro.
"Posso indirizzarti sulla loro strada quando ti pare, Jo."
Jo si alza e con passo claudicante si piazza di fronte a me. L'età ed il pancione di chi si è impigrito sugli agi del denaro lo rendono poco credibile quando si rizza sulla schiena e assume un'espressione seria, di sfida. I quattro scagnozzi nella stanza stringono il fucile delle automatiche. Potrei sentirne la canna fredda sulla schiena anche a metri di distanza
"Sei sempre stato un tipo piuttosto simpatico. Sono contento di rivederti qui."
Sorride: orrendi denti gialli che si alternano con placche d'oro.
"Facciamo in fretta."
Apre il braccio, mi fa cenno di seguirlo.


Avevamo lasciato il campo militare su Shijie da poche ore per raggiungere la Stazione Spaziale Indipendentista al confine con i mondi centrali. Insonne e nervoso; avevo deciso di passare la notte in giro per la Tomahawk.
"Nervoso Soldato?"
"Snervante."
"Ah, quindi non vedi l'ora di riempire di piombo qualche Culo Blu."
"A quello ci pensate voi. Io sono solo un pilota."
L'uomo si sfila dalla tasca un pacchetto di sigarette, offrendomene una.
"Senza piloti, avremmo perso in partenza, Soldato..."
"Wright."
"West."
"Grazie ma non fumo..."
"Avanti, che non saranno di certo queste ad ucciderti."

"Ti ho chiesto quale cazzo di tabacco vuoi, Capitano!"
Scuoto la testa, massaggiandomi la fronte sudata. Siamo già arrivato nel magazzino del trafficante, senza quasi accorgemene.
"Black Mamba dieci, un chilo. E..."
Un pacchetto nero, con l'inconfondibile C marchiata sul pacchetto.
"...ed un paio di Serenity."
"Fumi ancora le Cheltenham, Wright?"
"Non saranno di certo loro ad uccidermi."
Il trafficante mi guarda. Lo fa per pochi secondi. Poi prende i due pacchetti neri e me li passa.

giovedì 17 gennaio 2013

First Khan

Declan Khan.
Khan.

Perchè quel nome non mi è nuovo?

Blackrock, Tombstone. Il fronte.
La battaglia aveva infuocato per due giorni interi e neppure la notte i soldati dormirono per tenere le barricate intatte. Io ero appostato su una delle tre artiglierie da terra, fisse. Il nostro compito era quello di tenere lontani i blindati pesanti della Flotta. Ne avevo fatte saltare due. Una manciata di colpi e poi esplodevano.
Ma il terzo corazzato aveva resistito alla scarica; prima di esplodere aveva lasciato il tempo ai cinque uomini di uscire e di proseguire lo sfondamento. Due mi colpirono di striscio sopra le spalle prima di essere riempiti di piombo dalle unità di fanteria messe a copertura dell'artiglieria. Gli altri tre si barricarono dietro ai resti del blindato distrutto.
I tre Blues resistettero ferocemente fino all'alba; poi uno dopo l'altro anche loro caddero. L'ultimo a cadere fu il Tenente della squadra, spazzato via da una raffica dell'arma pesante mossa da me.

Uccidere un uomo è diverso dall'affondare una nave. Uccidere un uomo in carne ed ossa è più difficile che affondare una scatola di metallo con decine di uomini. E' assurdo. Non avevo mai ucciso un uomo a sangue freddo. Quel corpo maciullato restò davanti alle barricate fino alla notte seguente quando la battaglia cessò e riconsegnammo i cadaveri dei soldati ai loro commilitoni.
Il casco della tuta d'assalto si era sfondato sul volto di quell'uomo. Non so che faccia avesse avuto prima che la carne si fondesse con proiettili e kevlar rinforzato. Ma lessi le piastrine metalliche che aveva addosso.
Richard Khan.
Khan.

Ma il 'Verse sarà pieno di Khan, così come il Core.

Strizzacervelli

Odio gli ospedali del Core.
Sembrano fottuti labirinti. Ho perso un'ora tra questi dannati piani e corridoi. E per fortuna che quelloLì doveva starsene al quinto piano. No...forse la Khan aveva detto al primo...chi se ne frega. Tanto sono solo fottuti strizzacervelli.
"Buona sera Capitano Wright. E' in ritardo."
Quel muso giallo mi sta guardando da dietro la sua scrivania. ha due trapani al posto degli occhi.
"Hai qualche altro impegno Dottor Lì?"
"Sono anche le ventidue pass..."
"Vuol dire che mi farai perdere meno tempo."
Il tono cupo non facilita l'approccio iniziale. Il dottore comincia già a scrivere qualcosa sul suo taccuino.
"Si allunghi pure sul lettino."
E di rimando lui cerca di sembrare accomodante e gentile, mostrando un perfetto sorriso di circostanza. Sbuffo sonoramente e storco il naso.
"Sto bene in piedi."
Diffidenza e nervosismo scaturito da quell'ambiente ostile. Il dottore appunta qualcos'altro e si sposta dalla scrivania.
"Insisto."
"E chi se ne frega."
Non mi accorgo neanche di grattare furiosamente sotto il polsino della camicia, arrossando maggiormente la pelle del polso.
"E' nervoso Capitano. Sono io a farle questo effetto?"
"Un corer strizzacervelli pagato per farsi i cazzi miei."
Mi gratto il muso, osservandolo dall'alto nel bel mezzo della stanza; lo sguardo che vaga intorno e di nuovo alla porta per vari secondi.
"La consideri solo una formalità. Non ha niente da temere da...uno strizzacervelli come me no?! Ma se non supera il mio test, lei non gareggerà alla Race."
Di nuovo un moto di stizza sul viso, istintivo e spontaneo. Mi avvicino al divanetto solo per poggiarci le chiappe e restare seduto. Tiro fuori dalla tasca una sigaretta per accenderla. Il Dottore con un telecomandino accende il depuratore dell'aria.
"Arrogante, aggressivo e scontroso."
Il dottore legge quel qualcosa che fino a quel momento aveva scritto. Il perfetto inglese, istruito e forbito e quell'atteggiamento professionale fino alla nausea.
"E vediamo un pò ancora. Nervoso: gli sfoghi sotto il colletto e sui polsi dimostrano come lei non si senta per niente a suo agio nell'ambiente dei Core worlds. Osserva continuamente l'uscita, a rafforzare la mia tesi riguardo al disagio che lei sente nel trovarsi rinchiuso in un luogo potenzialmente ostile per lei e con persone che lei considera estranei e inferiori."
"Ti sbagli. Io non ti considero inferiore. Considero inutile però la mia presenza qui."
"Colloquio informale con un perfetto sconosciuto. E' una forma di reiterata mancanza di rispetto."
"Questo secondo la vostra idea di superiorità."
Il dottore tace, per appuntare qualcos'altro sul suo taccuino.
"E' evidente che a lei non piace Horyzon. Perchè ha deciso di partecipare alla gara?"
"Sono un pilota, sono bravo e perchè sono cazzi miei."
Rialza lo sguardo su di me, mi buca di nuovo con quel suo sguardo perforante e che di nuovo mi provoca un profondo stato di nervosismo. Lui lo percepisce e se prima cercava di mettermi a mio agio, ora cerca di mettermi sotto pressione. Odio gli strizzacervelli.
"Guarda che un pompino non te lo faccio, Dottore!"
Il dottore sorride, suffusamente. Scrive qualcos'altro sul suo foglio e poi chiude il taccuino.
"Lei avrebbe bisogno di prendersi una vacanza Capitano. E' sotto stress oltre ad avere chiaramente qualche problema a rapportarsi con questo pianeta."
"Non ho mai pensato di trasferirmi a Cap City per più di qualche giorno infatti. E dopo la gara mi farò una bella vacanza coi soldi della vincita."
Questa volta è il dottore a sbuffare e a scuotere il capo.
"Può andare Capitano. Le auguro una buona serata."
"Come no..."
 ...sicuramente però la serata comincia bene, non dovendo più avere a che fare con un fottuto strizzacervelli!

lunedì 31 dicembre 2012

White Wright

A quanto pare Harry è passato per Threesprings mentre tornava da Blackrock. Un pacco regalo ed un paio di lettere. Un cappello di lana fatto da Fania per il mio compleanno, una sua lettera e poi una lettera da...Gwen. Che Thor mi fulmini! Bjorg ha avuto due gemelli. Damn...sono zio, ancora. Dovrò squoiare altri due orsi.

Sono passati dodici anni, mi ricordo quando io e mio cugino Bjorg ce ne stavamo fuori dalla porta di casa a far la guardia alla famiglia. Avevo passato le due settimane precedenti su una nave cargo da Safeport, per tornare su St. Andrew. Una Reflit scassata con un vecchio capitano ubriacone. La Dick Frick era rimasta a Safeport con Karol, Ron e Mona: la nave aveva bisogno di alcune migliorie e di necessarie riparazioni a causa dell'ultimo scontro con un gruppo di Navi alleate tra Pound e Seven Hills. E se io ero tornato ad Icewolf, Harry se n'era tornato su Shijie ed i gemelli Carson erano ripartiti per Blackrock. Tutti, chi poteva, aveva approfittato della pausa per passare del tempo con le loro famiglie.

L'autunno del 2502 era stato particolarmente rigido quell'anno e l'inverno non prometteva nulla di buono. Per tutto il mese di novembre e dicembre le bufere eccessivamente forti non avevano permesso alle navi cargo di sbarcare sul pianeta. L'unica nave abbastanza folle da tentare l'atterraggio sul pianeta fu quella che presi io dove alla guida - nonostante il capitano ubriacone - c'era un pilota anziano ed esperto, nonchè anche lui di St. Andrew. Atterrammo nel pomeriggio dell'ultimo dell'anno.

Ad Icewolf, come i tutti quei villaggi sperduti o isolati, gli uomini passarono la notte a far la guardia al villaggio. L'inverno rigido aveva spinto branchi di lupi a cacciare gli uomini nelle loro case. Io e Bjorg eravamo gli uomini maggiori a casa e zio Back era troppo vecchio per sostenere la bufera di neve tutta la notte. Con noi c'erano anche i fratelli Kregh: Thum e Gwen. Da sempre ad Icewolf i Wright ed i Kregh erano ricordati come tra le migliori delle famiglie di cacciatori della zona. E per questo ci misero a sorveglianza del punto peggiore: meno riparato e maggiormente soggetto ad un attacco.

I nostri corpi, buttati a terra e riempiti di pelli animali per sopportare il freddo, scaldavano la neve mentre i nostri respiri scaldavano il calcio dei fucili.
"Rognvaldr, potevi scegliere un momento migliore per tornartene a casa."
Thum Kregh era aveva un paio d'anni più di me, ma il pianeta l'aveva reso più vecchio di una decina d'anni. Aveva perso ambedue i genitori a causa degli orsi ma non fu fortunato come me. Dovette crescere le tre sorelle più piccole quasi da solo.
"Guarda il lato positivo, Wright. Due, tre mesi qui con noi e ritorni in forma. Da quando sei partito per fare il Pilota, ha perso i muscoli ed hai messo la pancia!"
Gwen Kregh, ad Icewolf la chiamavano Valchiria nera, sempre per via dei capelli scuri come la pece. Con la morte dei genitori aveva seguito il fratello in ogni battuta di caccia imparando in fretta ad essere un ottimo cacciatore. Secondo molti era diventata anche meglio del fratello e non a caso il vecchio Rappresentante delle famiglie di Icewolf le aveva permesso di contribuire attivamente alla difesa del villaggio.
"Cugino, perchè non ci passi la borraccia?! Mi si stanno ghiacciando le palle."
Bjorn Wright invece era sputato a me: stesso grugno sul viso e stessa barba castana in faccia. Stesso pessimo senso dell'umorismo. Stando a quello che dicevano. Io non ho mai considerato il mio umorismo...pessimo.
"Vedete di andarci piano. Questa è Vodka da Koroleva, vi stimpana le orecchie."
"Ehi Wright quella robaccia costa soldi. Neppure con sette pelli di orso te ne compri una!"
"Sei sempre il solito malfidao Thum. Sono già quattro anni che trasporto merci nel 'Verse. Ho anche messo su un equipaggio con i controcazzi e ho comprato una nave nuova. Un Firefly. Ti pare che non abbia qualche conoscenza in giro?"
"Basta che la tua ciurma non sia tutta uguale a quel nanerottolo di Harry. A letto non me lo ricordo granchè in forma."
Le risate soffocate, le voci basse ed i sorsi dei vari alcolici che ci siamo portati dietro. Il tempo che passa e la notte che si fa sempre più scura, sbiadita dalla bufera che imperterrita scende su di noi. Poi improvvisamente Bjorn esplode con un fragoroso rutto.
"Comunque buon anno compari."
Non si sa se sia la mezza notte o meno; ma solleviamo le borracce ugualmente. Poi improvvisamente Gwen ci fa cenno di tacere e di stare in guardia. Ci indica due punti a molti metri da noi.
"White Tigers."
Raggeliamo. Fa freddo ma sentiamo i brividi della paura stringerci le chiappe.
"Red, tu con me. Bjorn e Thum pensate all'altra."
Restiamo a terra, scivoliamo lentamente in direzione della prima tigre. Bjorn e Thum che impediranno all'altra tigre di prenderci alle spalle.
"Contro le tigli non servono fucili, se non a rovinarne le pelli. Wright, te la cavi ancora bene con il coltello da caccia?"
Gwen fa tutto lei. Ha già un piano in mente e io non devo far altro che annuire.
"Aspetta il mio segnale e poi colpisci la tigre sotto l'orecchio. Se sbaglio io crepo."
Lei se la ride; io me la faccio sotto. La bufera rende la caccia a distanza impossibile e cacciare tigri non è come cacciare lupi. Ci mettiamo in ginocchio l'uno di fianco all'altro. Gwen tira fuori uno strano oggetto che provoca uno strano rumore. Sembra il rumore delle corna delle renne sul legno. Lei comincia ed in lontananza qualcosa si muove facendosi sempre più vicino. Non la vediamo finchè non sentiamo qualcosa alle nostre spalle. Un muso che ci annusa. Il coltello in mano che sento bruciare come un tizzone ardente. Lei continua con quel rumore e la tigre passa davanti a noi. Mi passa davanti e sento l'odore del sangue quando l'animale mi alita in faccia. Gwen smette di raschiare e la tigre sembra improvvisamente innervosita. Ringhia e si avvicina alla donna. Il mio sguardo sul collo dell'animale. Gli attimi successivi sono confusi e veloci e se un momento prima Gwen urla a gran voce sbattendo con forza i pugni sul muso dell'animale, il momento dopo io sto sulla bestia rigirando il coltellaccio nella sua gola ed immobilizzandolo con il peso del mio corpo. Mi accorgo delle maniche della pelliccia lacerate e dei graffi sulle braccia solo quando l'animale è ormai stecchito.
"Vedi Rognvaldr. Te lo dicevo io che ti sei rammollito. Una volta una stupida bestia non ti avrebbe fatto quei tagli sulle braccia."
Ridiamo. Cerchiamo di smorzare la tensione
"Tieniti la pelle Wright, la bestia è tua. E poi a casa io ne ho un altro paio."
Arrogante e bella. Sicura di sè. Una donna come quella pochi sarebbero riusciti a sposarsela.
"Sorellina, erano due le tigri da noi."
"Voi femminucce sempre le cose più semplici."
Bjorn e Thum ne avevano prese due di tigri bianche e senza neppure un graffio. I tre si scambiano occhiate e sorrisi, come se sapevano già che dall'altra parte erano due le tigri nascoste. Sguardi complici ai quali non partecipai. Era passato tanto tempo dall'ultima caccia. Mi ero rammollito ed ero diventato quello da difendere.
Rimasi in silenzio per il resto della guardia notturna.

giovedì 27 dicembre 2012

Lo Zoppo e la Barba

La Sand of Siren.
Erano anni che non ne vedevo la divisa...viola?
Da prima di Fargate. Prima della Almost Home. Prima anche della Guerra. Lee era un fottuto pirata; ma del resto anche io, non è che fossi migliore di lui a quei tempi.

Sbarbatello o con chili ed anni in meno. La vecchia Wyoming sotto il culo; Karol si lamentava sempre che quella carretta ci avrebbe lasciato a piedi uno di quei giorni o peggio, ci avrebbe fatto schiantare nella nebula di Safeport. Avevo vent'anni o giù di lì ed ogni volta ch dovevo entrare nella nebula di Safeport almeno un carico saltava per pagare le riparazioni navali.
Il vecchio contrabbandiere di Sunset Tower non era rimasto soddisfatto della consegna di Vodka a Spartaca, avevamo attirato su di noi troppi flottici e avevamo rovinato parte del carico per metterci in fuga. Dovevamo essere affiancati da un contrabbandiere d'esperienza.
"Mettiamo le cose in chiaro femminuccia. Tu non piaci a me ed io non piaccio a te; anzi...io ho sempre avuto una certa attrattiva sulle verginelle ma ehi! Tocchi il culo e sei morto!"
Hang Lee, una carogna. Da quando vidi il suo brutto muso la prima volta, sapevo che sarebbe stato subito amore.
"Verginella a chi?! Ah! Testa di cazzo figlio di una lupa inculata da un orso!"
Gli do un pugno sul naso e per ricompensa mi feci una sttimana su una branda della Sunset Tower con il naso rotto e due costole incrinate. Fu subito amore.

Partimmo per Columbra, per Koroleva ed il secondo carico di vodka. La scia della Siren mi faceva rivoltare lo stomaco. mangiare la polvere stellare di un'altra nave era una cosa talmente rivoltante da farmi ribollire il sangue.
"Cazzo Harry, cazzo Harry, cazzo Harry!"
"Ma vaffanculo Red! Non sono io che guido e non sono io a mettere trizio nei reattori."
"Cazzo Karol! Cazzo Karol! Ca..."
"Wright, potrei quasi salire in plancia e riempirti la bocca di bottoni."
Karol era sempre un amore nelle minacce. Eppure diedi l'ordine di accelerare, di sfruttare l'orbita gravitazionale di Highfall per spingere la nave ancora più velocemente. Quei sorpassi non andrebbero mai fatti, specie se si hanno carrette sotto il culo.
"Booster a tutta potenza Karol! Facciamo mangiare la polvere a quei fottuti damerini col giacchetto fucsia."
E lo feci! Spinsi la nave contro una luna di Highfall e approfittando della accelerazione gravitazionale, della spinta che sarebbe derivata da essa, la nave superò di gran lunga la velocità massima di crociera. Ma la Wyoming non resse.
"Per tutta la vodka blu del 'Verse! Capitano, nella sala macchine i booster hanno ceduto. Fottuta testa di cazzo! Sterco animale cagato da uno scorpione bicipite a due zampe!"
"Ma che cazzo fai Red! Ci stiamo schiantando! Ci stiamo schiantando! Io lo sapevo che dovevo portarmi due puttane a bordo e scopare prima di crepare. Cazzo Red! Cazzo Red!"
Karol e Bolton parlavano in coro, sbraitavano nei dialetti di Shijie e Koroleva. La nave che perdeva quota verso la luna. Le spie d'allarme che lampeggiavano imperterrite per l'imminente schianto. Nella mia testa avevo già il conto alla rovescia.
Non ero un bravo pilota, affatto. Uno sbarbatello con pochissima esperienza vera alle spalle. Eppure misi insieme le poche nozioni che mi aveva insegnato mio zio, quando ero un ragazzotto. Una manciata di secondi in cui avevo inzuppatto la tuta da pilota di sudore freddo. Sono entrato nell'atmosfera della luna ed ho ridotto la velocità fino ad azzerarla. Porto la poppa più in alto della prua e viro finchè la nave non è quasi verticale. A quel punto non ho dovuto far altro che riportare a piena potenza i motori. Uno dei booster cedette del tutto, ma la nave dopo aver sollevato un bel pò di polverone da terra aveva ripreso stabilità. Atterrammo, riprendemmo fiato.
"Hei Wright! Dovreste chiamare Lametta questa vostra carretta. Aveete fatto la barba alla luna che è una meraviglia. Ed un pilota zoppo era proprio quello che ci serviva in questa spedizione."
La comunicazione cortex di Hang Lee, le risate scroscianti dalla loro plancia di comando. Poi però atterrarono, per prestarci un booster fino a Koroleva. Lee ed il suo equipaggio risero per giorni, mesi o anni addirittura. Ed io non riuscii mai a superarlo...non con la Wyoming.

Non fù il nostro ultimo lavoro.
Ci fu la Shadetrack Affaire e la Pirite di Seven Hills. Ma quelle sono altre storie. Ed altre bevute tra i due capitani: me e Lee.

sabato 15 dicembre 2012

Morfina

Morfina del cazzo.
"Ma la finisci di toccarmi fottuto Culo Blu!?"
E dire che i Blues dopo averti piazzato un paio di perforanti ad uno sputo dai polmoni si adoperano con tanto amore a ricacciarli fuori. Ma che cazzo. Lo so che mi tengono in vita solo per dovermi poi martoriare le palle con le loro fottute facce per ogni fottuto giorno di detenzione.
"Ehi però niente male il tuo culetto biondina."
Ma che cazzo sto dicendo? Io non faccio i complimenti al culo dei Culi Blu. Hanno dei fottuti Culi Blu per gli Dei!
Cecilia se ne sta ancora rinchiusa in quel Pit. E' solo una bimbetta. Se la trovano lì con Ritter ma soprattutto con Sterling, finisce che la rinchiudono in uno di quegli orfanotrofi cristiani del cazzo. Io non voglio una nipote che racconta le preghiere a memoria credendo di crederci. O che vada in giro a sparare cazzate come quelli del Black Oak.
"Il giorno in cui è nato il Salvatore...ma che cazzo vuoi tu!"
Morfina del cazzo, adesso rifletto anche ad alta voce.
Fosse stata la mia nave, l'avrei messa in volo in tempo zero. Fanculo i Blues e fanculo la loro Legge. Ma la nave è di Neville, il suo equipaggio ha cercato di riprendere la Dick Frick fregandosene di essere massacrati dai Blues. Ora è il mio turno di ricambiare il favore; io non dimentico i favori. 
"E non toccarmi le piastrine. Giuro che t'ammazzo! T'ammazzo belle chiappe. Toccati le chiappe se devi toccare qualcosa!"
Eppure favore o no, dentro quella nave c'è mia nipote. beccarmi due perforanti ad uno sputo di polmoni per mia nipote. Si, è stata la scelta giusta. Tra tutta la merda che ho spalato in questi giorni, in queste settimane, spero che questi due proiettili siano serviti a fare qualcosa di giusto. Che cosa valiamo se non sappiamo proteggere le persone a cui teniamo!?
"No, toglietemi quella cazzo di morf..."
Improvvisamente ho anche sonno.